Landkarten BLOG: Europakarte der einzelnen Landesfürsten von 1914


Blog IDEE: Cartografiando el Antropoceno


Felix Pharand está cartografiando los efectos que  está produciendo el ser humano en el Planeta Tierra. Su último vídeo – que muestra como las ciudades, oleoductos, carreteras y vías férreas con increíble detalle- es simplemente espectacular.

Felix Pharand está trabajando y documentandose de los efectos de una época que no existe todavía: el Antropoceno. Este término es comúnmente usado en la literatura científica, pero el público sabe muy poco acerca de él. El nombre se compone de dos palabras de origen Griego: anthropos- ser humano y zainos – nuevo, actual.

Según Reinhold Leinfelder, geólogo y palenontólogo que ha dirigido durante años el Museo de Ciencias Naturales de Berlín: "El término antropoceno pretende expresar que hemos dejado atrás la relativamente estable era del Holoceno y que a partir aproximadamente de 1800 ha dado comienzo una nueva etapa en la que el hombre se ha convertido en el principal agente geológico, en el factor dominante de la geología"

El ser humano está cambiando la Tierra a través de todo tipo de ingeniería, transformando su superficie, creando nuevas estructuras que se pueden ver desde la órbita. A medida que avanzamos nuestro planeta va a cambiar todavía más, y los cambios serán claramente visibles desde lejos.  

Toda la información: 

Landkarten BLOG: Das Auf- und Ab des Britischen Empire


TANTO: Città geo-smart: ci vuole un esperto? Si potrebbe pensare a un #BigGIM (Geographic Information Manager)

I geo-dati sono come un ordito per tessere città “smart” e la geo-ICT inonda di applicazioni l’ecosistema della città intelligente; la governance dei processi “intelligenti” si basa sulla cooperazione tra gli attori coinvolti secondo un modello a rete. Perché non pensare di inserire negli organismi d’indirizzo di ogni smart city -prima che per legge, come scelta di buon senso- la figura professionale del Geographic Information Manager?

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L’idea del GIM è presa per analogia con l’energy manager, professione di cui si è incominciato a parlare nei primi anni ’80, dopo le note crisi petrolifere degli anni ‘70. Il modello seguito per questa –ormai radicata- professione potrebbe essere adattata al mondo delle Smart City, per sostenere in questo contesto l’uso consapevole dei geo-dati e delle relative tecnologie disponibili.

Potremmo identificare il Geographic Information Manager come un esperto di settore, il cui compito fondamentale sia quello di favorire l’incremento del livello di qualità e competenza tecnica all’interno del network che costruisce una comunità intelligente, nei riguardi delle tematiche legate alla capacità di fruire dei dati territoriali (spatial enablement), sia intesa rispetto alla disponibilità di queste informazioni, sia come abilità conseguite per il loro sfruttamento.

Tra settore energetico e quello dell’informazione geografica esistono ovviamente innumerevoli differenze. Mi sono lasciato però suggestionare da due caratteri comuni. Per entrambi gli ambiti –questo è il primo aspetto- i percorsi di studio che consentono di acquisire le conoscenze di base, nell’uno come nell’altro settore, possono essere diversi: la preparazione teorica è un prerequisito ma conta assai di più il successivo percorso di specializzazione, soprattutto on the job. La seconda caratteristica è la sensibilità culturale iniziale della classe dirigente del Paese nei confronti delle problematiche e delle opportunità di cui il primo è stato portatore, assai simile a quella mantenuta, almeno finora, nei riguardi delle istanze del settore dei dati geografici digitali.

Sappiamo che produzione e gestione dei dati geografici sono attività complesse, comportano costi consistenti; essi hanno potenzialità di riuso assai marcate e, infatti, sono i dati tra i più richiesti della PA: quelli disponibili hanno però un livello di fruibilità ancora insoddisfacente.  Guardare alle informazioni geografiche come a una sorta di “forma di energia” può aiutare una comunità “smart” a comprendere meglio quanta ne produce, quanta ne utilizza, per che fini e –soprattutto- con quale “rendimento”, cioè qual è e a quanto ammonta la quantità che si spreca ecc., ecc.

Il ruolo dell’energy manager è stato introdotto per legge: la 10/1991, ha stabilito infatti che i soggetti (enti pubblici e privati) caratterizzati da consumi annui di energia al di sopra di una data soglia, debbano nominare un tecnico per “la conservazione e l’uso razionale dell’energia”. Tale norma è stata, a più riprese, ampliata e diffusa ad altre funzioni. Come in occasione del recepimento della direttiva 2006/32/CE, riguardante l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici: all’energy manager il legislatore ha affiancato l’esperto in gestione dell’energia (D.Lgs. 115/2008). Inoltre, questa seconda legge ha introdotto anche una procedura di certificazione volontaria, descritta in una norma tecnica, la UNI-CEI 11339:2009.

Lo scorso luglio, tale certificazione è stata resa obbligatoria (D.Lgs. 102/2014, “Attuazione della direttiva2012/27/UE sull’efficienza energetica”) sia nei riguardi dell’esperto in gestione dell’energia, con riferimento allo svolgimento di alcuni compiti, sia rispetto agli enti pubblici e privati indicati dalla legge 10/1991; essi, per continuare a beneficiare di riconoscimenti economici derivati da azioni di risparmio energetico adottate, dal 2016 dovranno nominare energy manager che abbiano acquisito la citata certificazione.

Un argomento da considerare –per l’idea del GI Manager- riguarda l’evoluzione delle modalità di gestione dell’elenco degli energy manager (non è un albo) e della formazione di questi professionisti. La legge del ‘91 si è limitata a stabilire che L’Agenzia per l’Energia (ENEA), dovesse provvedere –attraverso convenzioni con le Regioni- all’aggiornamento dei tecnici. L’introduzione della certificazione ha indotto il coinvolgimento di diversi organismi. Ovviamente, l’ENEA ha ampliato il proprio ruolo: attraverso la Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia, FIRE, iniziativa di cui è stata promotrice, gestisce dal 1992 la rete degli energy manager, su incarico del Ministero dello Sviluppo Economico. Più recentemente (2008), FIRE ha costituito una struttura interna dedicata alla certificazione delle competenze degli Esperti in Gestione dell’Energia: il SECEM (Sistema Europeo per la Certificazione in Energy Manager). Inoltre, il D.Lgs. del luglio scorso, assegna ad Accredia, organismo nazionale di accreditamento, la predisposizione degli schemi di certificazione e accreditamento e all’Ente Italiano di Normazione, UNI, l’elaborazione delle norme tecniche per la certificazione, indicando agli stessi di avvalersi della collaborazione del Comitato Termotecnico Italiano, di GSE SpA (Gestore dei Servizi Energetici, società del Ministero dell’Economia e delle Finanze), oltre che dell’ENEA.

Ma se i tempi necessari per vedere all’opera un GIM fossero dell’ordine di un decennio, come avvenuto per l’energy manager, non potremmo certamente essere soddisfatti. Inoltre, come si può appurare consultando i siti dedicati all’argomento, l’introduzione di questa figura per legge, seppur sostenuta da associazioni di settore, non ha garantito di per sé una sua diffusione consapevole e sempre efficace. Negli anni immediatamente successivi l’entrata in vigore della norma istitutiva, le aziende e le pubbliche amministrazioni interessate da questa normativa provvidero all’assegnazione di questi compiti, affidandoli prevalentemente a tecnici già in staff alla struttura. Gli energy manager della prima ora erano tutti esperti nella materia? No, affatto. La legge non forniva indicazioni sul CV richiesto; inoltre, in molti ambienti l’attenzione dei vertici manageriali al tema energetico era scarsa, la disposizione normativa accolta come un’incombenza burocratica e, comunque, i professionisti competenti non erano molti.

Esistono però alcuni elementi che meritano di essere considerati. Rispetto al contesto degli anni ’80, oggi si può prevedere che il processo di promozione del GIM possa essere innescato e sostenuto facendo leva sulla partecipazione attiva di comunità in Rete, coalizzando nello specifico la comunità geomatica. E’ anche possibile prevedere di assegnare per esempio all’AgID un ruolo analogo a quello ricoperto da ENEA o, più precisamente dalla FIRE. L’Agenzia per l’Italia Digitale è la naturale organizzazione cui fare riferimento per la gestazione della figura del GIM. Mi pare questa un’ipotesi che non dovrebbe suscitare perplessità o contrarietà nell’ambiente geomatico: l’Agenzia è l’organo deputato per l’applicazione delle strategie per la crescita digitale e, tra i diversi compiti, è impegnata per lo svolgimento del programma nazionale per la cultura, la formazione e le competenze digitali; ha coordinato il Comitato per le Regole Tecniche sui Dati Territoriale, best practice in termini di cooperazione interistituzionale e ha riavviato recentemente i gruppi di lavoro tematici. Last but not least, in seno ad AgID è presente il comitato tecnico delle Comunità intelligenti, organismo che supporta le attività dell’Agenzia riguardanti questa materia tramite l’operato di quattro gruppi di lavoro, ognuno con specifici obiettivi.

L’iniziativa FIRE, si legge sul sito della federazione, ha avuto origine dalla convergenza di diverse esperienze associative, raccoglie soci che rappresentano tutti i comparti del settore e opera attraverso un nucleo di supporto fornito dall’ENEA. Trasferendo tale descrizione alla “Federazione Italiana per l’Informazione Geografica”, non si dovrebbe creare l’ennesima associazione di questo settore: essa dovrebbe fungere da tavolo inclusivo di supporto ai GIM, in sintonia con gli indirizzi indicati dalle politiche per lo sviluppo delle competenze digitali, di cui AgID è il riferimento operativo.

I temi sui quali dovrebbe essere competente un GIM e per i quali, quindi, dovrebbe essere fornito supporto formativo, andrebbero approfonditi. Ne segnalo giusto due. L’applicazione del concetto “spatial enablement” al processo di una Smart City comporta l’esigenza di misurare il grado di aderenza a tale paradigma, per esempio valutare la capacità di PA, cittadini e imprese nell’uso dei dati territoriali per organizzare le loro attività e i modi di comunicare. La conoscenza dei punti di forza e dei limiti consente di definire le azioni da perseguire, le quali dovranno essere monitorate per seguirne l’attuazione, intervenendo per correggere eventuali scostamenti dai risultati attesi.

All’interno di questo tema, un GIM dovrà tenere sotto il controllo e proporre azioni per migliorare la capacità di implementazione della direttiva INSPIRE, in sintonia con l’INSPIRE Maintenance and Implementation Framework approntato dalla Commissione Europea.

Il lavoro del GIM può far sì che la città -come “essere vivente”- impari a organizzare le informazioni geografiche tenendo presente i costi per generarle e permettendone l’utilizzo ogniqualvolta serve, a ogni utilizzatore, impegnandosi –e ingaggiando la città- per creare cicli d’informazioni geografiche sostenibili.

Il suo operato può inoltre avere degli effetti collaterali estremamente positivi. Da un lato generare una forte domanda per nuove professionalità legate proprio al mondo della GI, inducendo quindi la definizione di programmi formativi specifici sia in ambito accademico, sia post laurea. D’altro canto, le soluzioni individuate dai Big GIM potrebbero fungere da volano, stimolando grandi opportunità di crescita del mercato Geo-ICT.


foto di troybthompson

L'articolo Città geo-smart: ci vuole un esperto? Si potrebbe pensare a un #BigGIM (Geographic Information Manager) è apparso originariamente su TANTO. Rispettane le condizioni di licenza.

Blog IDEE: Newsletter IDE Iberoamérica (Octubre 2014)

Ya está disponible el nuevo número del Newsletter IDE Iberoamérica correspondiente al mes de octubre de 2014 (Vol.10 No.10). La editora del Newsletter, Dra. Mabel Álvarez, destaca en esta edición:
  • Noticias de Argentina, Chile, Bolivia, Colombia, Brasil, España, América Latina como región y de otras regiones del mundo.
  • Noticias de GeoSur, GeoBolivia y MundoGeo.
  • Novedades del Foro Ibérico y Latinoamericano de OGC - ILAF.
  • Información sobre publicaciones y recursos para descargar.
  • Novedades de España sobre el portal IDEE, el Blog IDEE, el SITNA de Navarra, el Instituto Cartográfico de Cataluña, y las IDE de La Rioja, Canarias, Confederación Hidrográfica del Guadalquivir y Comunidad Valenciana.
  • Convocatoria de la revista Cuadernos de Geografía: Revista Colombiana de Geografía.
  • Información sobre la convocatoria al Seminario de  sobre Sistemas de Información Geográfica y Ordenamiento Territorial en Taiwan.
  • Convocatoria para formación de posgrado.
  • Una variada Agenda de Eventos.
Publicado por Willington Siabato

Blog IDEE: GeoPackage: Interesantes expectativas

No quisiéramos acabar el año sin llamar la atención sobre una de las noticias geotecnológicas que más expectativas han despertado en todo el equipo de IDErioja, me refiero al anuncio de la librería GDAL de soportar en su próxima versión 2.0 la gestión ráster del formato GeoPackage.

GeoPackage (http://www.geopackage.org/) es un formato abierto para el intercambio de información geográfica que el Open Geospatial Consortium hizo público el pasado mes de febrero, cuya especificación se puede consultar en http://www.geopackage.org/spec/

Su singularidad, y de ahí la importancia estratégica de este nuevo formato, es la capacidad de integrar en un mismo envoltorio datos vectoriales y tiles ráster en distintas escalas.

El formato ofrece una extensión SQLite que permite gestionar directamente los datos geográficos sin la intermediación de ninguna API, asegurando así la integridad de la información independientemente del software utilizado. A esta posibilidad, se añade el hecho de estar especialmente diseñado para su aprovechamiento en entornos móviles.

Pero con todo, un formato con vocación universal necesita ser soportado por aquellas aplicaciones que gozan de una mayor implantación en el mercado. En este sentido GeoPackage ha tenido unos tímidos comienzos, ya que hasta hace muy poco tiempo las plataformas capaces de manejar o representar datos en este formato se contaban con los dedos de una mano, y cuando era así, generalmente se limitaban a un aprovechamiento muy pobre de sus capacidades vectoriales.

No obstante poco a poco, casi por goteo, ha ido creciendo el número de plataformas que en mayor o menor medida se han ido sumando a este selecto club. http://www.geopackage.org/#implementations

Aunque todas ellas tienen aspectos de gran interés, nos produce una especial curiosidad las relativas a SpatiaLite y GDAL.

En el caso de SpatiaLite, por el hecho de tratarse de un formato que además de encerrar un conjunto de datos, ofrece en sí mismo una completa base datos SQL, a la que añade un modelo espacial de gran potencia. Esto supone poder gestionar en un mismo repositorio: datos, topologías y restricciones (constrains), añadiendo así un plus de integridad independientemente de la plataforma desde la que se gestione. https://www.gaia-gis.it/fossil/libspatialite/wiki?name=4.2.0+functions#8

GDAL por otra parte, ya venía ofreciendo desde su versión 1.11.0 la posibilidad de tratar con datos GeoPackage, pero esta funcionalidad se limitaba exclusivamente a sus aspectos vectoriales.

La buena noticia es que la versión 2.0 de GDAL, actualmente en desarrollo, ofrecerá además soporte ráster completo en lectura/escritura http://gdal.org/drv_geopackage_raster.html

Siendo GDAL una de las librerías de código abierto más utilizadas en el mundo geomático, este anuncio en nuestra opinión es el espaldarazo definitivo que GeoPackage necesita para extender su uso de una manera muy significativa.

Hasta la fecha, todos los formatos que las administraciones hemos venido utilizando para la distribución de información geográfica adolecen de importantes inconvenientes: el uso de páginas de caracteres heredadas del antiguo sistema operativo DOS, la poca optimización del espacio, la imposibilidad de incorporar reglas topológicas o su naturaleza propietaria, son algunos de los handicaps con los que a diario tenemos que lidiar.

Poder disponer de un formato que aúna capacidades ráster y vectorial, siendo capaz de integrar al mismo tiempo distintos esquemas de tileado, ofrece un horizonte de innumerables posibilidades que los productores de información geográfica deberíamos aprovechar, arrinconando viejos esquemas y formatos en desuso.


Gonzalo López
Ana García de Vicuña
Pablo Martínez
@iderioja
www.iderioja.org

Landkarten BLOG: Musik: Marcoon 5 - Maps (Die Karte, die zu dir führt)

Landkarten BLOG: Ältester Globus der Welt aus der Werkstatt von Leonardo da Vinci (1504)

Der älteste Globus der Welt mit Bruchstücken von Nordamerika, großen Teilen des östlichen Südamerika und groben Ahnungen von Australien.



Quelle

Blog IDEE: Se abre la plataforma de colaboración INSPIRE Thematic Clusters

Es un placer anunciar el lanzamiento de la plataforma de colaboración INSPIRE llamada INSPIRE Thematic Clusters. 

Se trata de una evolución del forum INSPIRE y sirve como punto de entrada para que todo tipo de actores relacionados con la implementación de la Directiva puedan en cada dominio temático compartir experiencias, buenas prácticas, señalar cuestiones pendientes y resolver problemas.

Se han agrupado los 34 temas INSPIRE en 9 Thematic Clusters, cada uno dedicado a temas relacionados ente sí y liderado por un facilitador, cuyo papel será animar y participar en las discusiones, identificar buenas prácticas y cuestiones claves, extraer conclusiones y señalar soluciones propuestas.

Todas estas actividades forman parte del marco de Mantenimiento e Implementación de INSPIRE y tienen como objetivo final ayudar a los Estados miembros a implementar la Directiva.

Os invitamos a uniros a la plataforma y a participar en las discusiones que sean de vuestro interés, a aprovechar esta oportunidad para compartir vuestra experiencia, buenas prácticas, vuestros hallazgos y problemas en el proceso de poner en práctica todo el marco INSPIRE.

Visitad la plataforma: https://themes.jrc.ec.europa.eu/

Publicado por Antonio Rodríguez Pascual 

GeoRezo.net - Géoblog: [La Minute GeoRezo] Bye-bye forum STAR-APIC

Ouvert en juillet 2008, le forum dédié aux solutions STAR-APIC n'a jamais rencontré son public, sur GeoRezo. Aussi, l'association, réunie pour son assemblée générale le 15 novembre 2014, a décidé de fermer cette ressource. Les 116 sujets et les plus de 600 messages échangés sont toutefois conservés et seront mis à disposition de la communauté dans le forum [geomatique]. Nous restons toutefois à l'écoute des utilisateurs d'ELYX au travers de ce forum généraliste.

GIS Ελλάδα: Παρουσίασεις στο HellasGI συνέδριο στην Αθήνα 11/12 Δεκεμβρίου 2014


Workshop - Πέμπτη 11 Δεκεμβρίου 2014 - 11.00



Συνέδριο Β' - Παρουσίαση - Πέμπτη 11 Δεκεμβρίου 2014 - 14.00


Επίτευχη της διάχυσης γεωγραφικών πληροφοριών στο Δήμο Bretagne Romantique Γαλλίας




GeoRezo.net - Géoblog: [INSPIRE by clouds] La fin de la saisie manuelle des métadonnées?

Le principal enseignement de la journée INSPIRE du CNIG a été l'importance première de l'animation. Les trois intervenants du matin, DREAL Poitou-Charentes, Lorient Agglomération et PIGMA, ont tous mis largement en avant l'importance de celle-ci pour la réussite du partage des données.

Or, l'atelier "Accompagnement" de l'après-midi a tout aussi largement mis en évidence l'inefficacité relative des formations aux métadonnées et autres "métadonnées parties" : elles sont importantes pour la bonne compréhension des producteurs/réutilisateurs, mais il n'y a pas de corrélation entre ces actions-là et la croissance des métadonnées partagées. Le CRIGE PACA a  obtenu en 4 mois d'accompagnement intensif d'une agglomération plus de métadonnées qu'en deux ans et demi dans toute la région (ce qui laisse bien comprendre l'énormité du patrimoine à couvrir), mais n'a pas les moyens de généraliser cette procédure.

Une part importante de l'animation paraît donc consommée sans résultats probants, au détriment des objectifs réels de l'animation que sont une meilleure gestion territoriale et la meilleure efficacité des services publics. Cela pose question!

Par ailleurs, nous savons que beaucoup de métadonnées ont des champs vides, et que la mise à jour, là comme ailleurs, est plutôt négligée (et je suis gentil). Ce constat s'ajoute à ceux déjà connus : des saisies trop lourdes, des champs abscons, des mises à jour parfois encore plus lourdes, tout ça pour servir des usagers qui n'arrivent pas toujours à exploiter ce qu'ils lisent.

Bref, nous avons un problème. Car les métadonnées restent indispensables pour gérer son patrimoine et permettre de trouver les données dont on a besoin.

Quelles pourraient être les pistes d'amélioration?

1/ réduire la saisie manuelle à l'essentiel. Il y en a 6 qui ne peuvent venir que du producteur :

  • Intitulé du jeu de données : son titre
    Résumé : à quoi répond-il?
    Mots-clés : de quoi parle-t-il? (pour les moteurs de recherche)
    Généalogie : quelles sources ont été exploitées et par quelle méthode?
    Résolution : quelle est l'échelle d’emploi privilégiée?
    Restrictions concernant l’accès public : la diffusion par défaut. Dans le cas contraire, quelle est l'éventuelle restriction opposable?


2/ déployer des outils pour remplir les autres automatiquement.

3/ diffuser le tout avec une interface adaptée aux "gros doigts" (selon la terminologie de Fabrice Phung, qui fait florès), c'est-à-dire aux gens pressés extérieurs au domaine qui ont autre chose à faire que perdre du temps à nous comprendre.

Les métadonnées essentielles devraient pouvoir être saisies au plus court par le producteur métier, directement depuis son poste de travail. Un module de QGiS ou un outil bureautique est adapté si on n'a pas d'outil intégré.

Les autres éléments de métadonnées devraient être fabriqués par un logiciel dont le service métier ignorera tout - et nous aussi! Ainsi, la mise à jour d'un arrêt de bus n'obligera pas à refaire sa métadonnée, qui sera mise à jour sans intervention humaine. Ce n'est pas une illumination : le ministère de l'écologie (MEDDE) déploie cette méthode pour ses outils internes, même si des gains d'automatisme sont encore possibles. C'est l'avenir.

NdB : de la même façon, le MEDDE a prévu de créer en même temps automatiquement les flux WMS (pour la consultation) et WFS (pour le téléchargement). Les symbolisations ne sont pas encore intégrées (avec le standard SLD), ce qui rend ces WMS inexploitables pour le moment, mais cela viendra un jour. Avis aux développeurs!

geomaticblog.net: The Null Island Algorithm

We geomaticians like to gather around a mythical place called Null Island. This island has everything: airports, train stations, hotels, postcodes, all kinds of shops, a huge lot of geocoded addresses, and whatever geographical feature ends up with null coordinates due to whatever buggy geoprocessing pipeline and ends up in the (0,0) coordinates.

But earlier this year, some geonerds such as @mizmay and @schuyler realized that there is no one Null Island, but one Null Island per datum / coordinate system (depending on who you ask). And @smathermather had the spare time to find out how the “Null Archipielago” looks like:

(Null archipielago image by @smathermather, containing Map tiles by Stamen Design, under CC BY 3.0. Data by OpenStreetMap, under CC BY SA)

Fast forward a few months. I received an e-mail from one of my university peers, asking for help with a puzzle:

A friend of mine received a puzzle with some coordinates. He has to find a place on earth represented by 861126.41, 941711.64.

It’s supposed to be a populated place. Any ideas?

Well, off the top of my head, those looked slightly like UTM coordinates – two digits after the decimal point, suggesting centimeter precision… but the easting is way off the valid range for UTM coordinates.

And I realized this is the Null Archipielago problem, all over again; but instead of plotting (0,0) on a map, let’s plot all points having (861126.41, 941711.64) coordinates in any reference system.

Cue PostGIS. We can create a point in every CRS like so:

select srid, ST_GeomFromText('POINT(861126.41 941711.64)',srid) as geom
 from spatial_ref_sys;

Note the complete absence of PL/SQL in there.

But it will be much easier to work with the data if all the points are in our beloved EPSG:4326 latitude-longitude coordinate system. And while we’re at it, let’s materialize that data into a table:

select srid, ST_Transform(ST_GeomFromText('POINT(861126.41 941711.64)',srid),4326) as geom
 from spatial_ref_sys;

But there is a problem with this – the PostGIS query will crash due to some CRSs having an empty Proj4 string. This took me a while to trace and fix:

select srid, ST_Transform(ST_GeomFromText('POINT(861126.41 941711.64)',srid),4326) as geom
 from spatial_ref_sys where proj4text!='';

And now we can take this data out into a file… but once again, there’s a catch: some of the coordinates are out of bounds and represented by (∞, ∞) coordinate pair. Even though file formats can handle ∞/-∞ values (good thing we know how IEEE floating point format works, right folks?), some mapping software can not accommodate for these values. And I’m looking at you, CartoDB upload page.

In this particular case, there are only points for (∞, ∞) so the data can be cleaned up in just one pass:

delete from archipielago where ST_X(geom)>180;

Then just add a tiny bit of CartoDB magic, and publish a map:

nullarchipielago

https://ivansanchez.cartodb.com/viz/1ac4a786-805a-11e4-bc48-0e853d047bba/public_map

I still don’t know if the original puzzle has anything to do with any obscure used-in-the-real-world CRS, but at least it’s worth a try.


Archivado en: GIS

GeoRezo.net - Géoblog: [La Minute GeoRezo] Le nouveau bureau 2014-2015

Assemblée générale parisienne, samedi 15 novembre 2014, pour les membres de l'association GeoRezo : elle s'est déroulée dans les locaux de la Maison de Bretagne (merci Lydie), qui nous a aimablement accueillis d'autant que le siège de l'association est Breton !

Sur les 22 membres à jour de leur cotisation, dix étaient réunis en "présentiel" (comme on dit aujourd'hui) et 8 à distance, au gré des difficultés techniques.

Prochainement, nous résumerons les principaux points abordés lors de l'AG sous forme de plusieurs billets : le top 10 des sujets 2014, les évolutions à venir, le bilan annuel, ...
Mais sans attendre voici la composition du nouveau bureau et la répartition des postes décidées lors du bureau qui a suivi fin novembre :

  • Bruno est président,

  • Fred reste trésorier,

  • Jean-Yves va s'attaquer au secrétariat,

  • Aline continue son travail sur la communication,

  • et Pierre-André fera l'interface avec l'équipe de développement.


Précisons qu'Yves n'a pas souhaité poursuivre ses activités au bureau, pour mieux se concentrer sur l'administration du site, et l'animation de l'équipe de webmaster qui travaille dur pour vous proposer quelques nouveautés en 2015.

GIS Ελλάδα: lizmap στα ελληνικά για το συνέδριο HellasGI

Μερικές πληροφορίες σε σχέση με την εφαρμογή lizmap και την ελληνική μετάφραση.

Από το twitter θα βρείτε πληροφορίες
https://twitter.com/hashtag/lizmap


https://github.com/3liz/lizmap-web-client/releases/tag/2.10.0

Μια εφαρμογή στο διαδίκτυο lizmap για τη Καβάλα.
http://geotest.bretagneromantique.fr/lizmap-web-client/lizmap/www/index.php/view/map/?repository=city&project=myproject

Η τεκμηρίωση για το lizmap
http://docs.3liz.com/en/introduction.html 

Τα λέμε στο συνέδριο στην Αθήνα...

Γεωπληροφοριακά Νέα: Δείτε τις δαπάνες των Δήμων σε διαδραστικό χάρτη!

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Στην ιστοσελίδα Χάρτες Δαπανών Διαύγειας μπορείτε να δείτε σε θεματικό χάρτη το ύψος των δαπανών για κάθε Δήμο της Ελλάδας για τη συγκεκριμένη χρονική περίοδο που θα επιλέξετε. Επιλέγοντας με κλικ το κάθε Δήμο, μπορείτε επίσης να προβάλετε τη λίστα των δαπανών και των αντίστοιχων ποσών καθώς και να κατεβάσετε το κείμενο της Πράξης.

diavgeia_resultsΗ ιστοσελίδα επικοινωνεί με τον ιστοτόπο diavgeia.gov.gr μέσω του API της Διαύγειας και επιστρέφει τις Πράξεις με κωδικούς:

  • Δ.1 – «ΑΝΑΘΕΣΗ ΕΡΓΩΝ / ΠΡΟΜΗΘΕΙΩΝ / ΥΠΗΡΕΣΙΩΝ / ΜΕΛΕΤΩΝ»
  • Β.2.1 – «ΕΓΚΡΙΣΗ ΔΑΠΑΝΗΣ»
  • Β.2.2 – «ΟΡΙΣΤΙΚΟΠΟΙΗΣΗ ΠΛΗΡΩΜΗΣ»
  • Β.1.3 – «ΑΝΑΛΗΨΗ ΥΠΟΧΡΕΩΣΗΣ»

ΠΡΟΣΟΧΗ ΟΜΩΣ: Οι χάρτες και τα αναγραφόμενα ποσά θα πρέπει να αντιμετωπίζονται ως ενδεικτικές μόνο -τουλάχιστον σε αυτή την έκδοση- και αυτό γιατί:

  1. Για πολλές πράξεις, ακόμα και αν το ποσό της δαπάνης αναγράφεται στο τίτλο, το αντίστοιχο ποσό είναι κενό ή μηδέν.
  2. Μια δαπάνη μπορεί να περιλαμβάνεται σε μια ή περισσότερες πράξεις και άρα το ίδιο ποσό να αθροίζεται ξανά και ξανά
  3. Το site της Διαύγειας επιστρέφει 500 αποτελέσματα μόνο τη φορά. Αν το χρονικό διάστημα που βάλατε είναι μεγάλο, δε θα επιστραφούν όλες οι Πράξεις. Αν δηλαδή για παράδειγμα, επιλέξατε όλο το 2013 (Από 01-01-2013 εως 31-12-2013) και ένας Δήμος έχει εκδώσει περισσότερες από 500 Πράξεις με τους παραπάνω κωδικούς για αυτό το διάστημα (που είναι πολύ πιθανό), θα επιστραφούν οι  500 πιο πρόσφατες. Σε κάθε περίπτωση όμως, το παράθυρο που εμφανίζεται με τη λίστα των πράξεων για κάθε Δήμο αναφέρει πόσες Πράξεις επιστράφηκαν, καθώς και το συνολικό αριθμό των Πράξεων για το χρονικό διάστημα που επιλέξατε.

Μερικές από τις βελτιώσεις που προγραμματίζονται για τις επόμενες εκδόσεις είναι:

  • Χάρτες Δαπανών για το επίπεδο των Περιφερειών
  • Δυνατότητα αναζήτησης ανά κωδικό δαπάνης
  • Δυνατότητα εξαγωγής των αποτελεσμάτων σε CSV

Δοκιμάστε το και αναφέρετε τυχόν προβλήματα, απορίες και προτεινόμενες βελτιώσεις μέσω των πεδίων σχολίων παρακάτω

Αγγλική Έκδοση


Dynamick: 3 Regali di Natale scontati per web developer

Visto che a Verona si festeggia Santa Lucia che porta regali ai bimbi, sono già entrato mentalmente nella magica atmosfera natalizia. E’ tempo di fare la lista dei regali da fare ai familiari e agli amici.

Questi sono tre regali che stavo meditando di fare, vedete voi se vi possono essere d’ispirazione.

Fonera (the new one)

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Per Natale, il team Fon, ha lanciato una campagna di sconti per i loro prodotti del 50%. In particolare è interessante la nuova Fonera, al prezzo pieno di 39€, con lo sconto ve la portate a casa con poco meno di 20€, comprese le spese di spedizione. Per ottenere lo sconto basta inserire il promocode “NEWFONERA50“. Ma vediamo cos’è la Fonera.

Per chi non conoscesse il movimento Fon, ricordo che è un sistema che offre ai propri membri (che quindi condividono parte della loro banda WIFI) libero accesso a milioni di altri hotspot Fon in tutto il mondo. Finora si contano più di 13 milioni di membri in tutto il mondo.

La Fonera consente di far parte della comunità FON, dividendo il segnale WiFi di casa propria in due: un segnale privato che è solo per voi e un segnale di pubblico che si condivide con il resto della rete Fon. La nuova Fonera permette anche estendere la copertura WiFi utilizzandolo come booster! È sufficiente posizionare la Fonera dove il segnale inizia a diminuire e voilà – la vostra copertura WiFi sarà potenziata!

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Questo regalo, un po’ più geek, consente a chi lo riceve di guardarsi tutto Sky per tre mesi al prezzo lancio di 39€. Si tratta di un dispositivo che consente di visualizzare in streaming sulla propria TV, tutta la programmazione Sky ed è associato ad un abbonamento prepagato che non si autorinnova e non necessita di carta di credito, quindi assolutamente sicuro.

Inoltre, con questo abbonamento si può vedere  in streaming Sky anche su tablet o su computer. Non male il prezzo.

Google Gadgets

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Vi consiglio di fare una capatina anche nello store di Google per delle proposte sempre accattivanti e carine. La landing page preparata per i gadget del momento di google vi suggerirà ottime idee, dal tablet Nexus, allo smart watch della Sony, dalla Chromecast al Nexus 6.

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GeoRezo.net - Géoblog: [INSPIRE by clouds] Retour sur la journée du CNIG du 18.11.14

Ce qui suit est un compte-rendu essentiellement subjectif des moments marquants de la journée du 18.11.14 du CNIG consacrée à la mise en œuvre de la directive INSPIRE.

Introduction de Pascal Lory, IGN, au titre de l’appui au secrétariat permanent : il y a 400 participants dans les groupes CNIG.

Le point de vue d’Ulla Krongborg Mazzoli, de l’agence géospatiale danoise, résume celui des États membres et mérite d’être lu entièrement dans ses diapositives, avec en particulier les trois vues « rêve », « cauchemar » et « réalité ». Version anglaise ici.
La résumer en une question revient à se concentrer sur la question

WHY ?


(pourquoi faire tout cela ? = se centrer sur les apports) et non plus « comment ? ».
Cela signifie « demander aux utilisateurs de quoi ils ont besoin » au lieu de se dire « nous allons développer cela pour eux », sous-entendu : nous décidons de leur besoin sans eux.

Quelques phrases de Didier Caisey et Agnès Chevalier, de la DREAL Poitou-Charentes qui était invitée à présenter sa plateforme régionale, Pégase :
un souci permanent d’ergonomie et d’accessibilité
Des guides (sémiologie graphique, Inkscape) http://www.pegase-poitou-charentes.fr/accueil/bloc_boutons/guides
Informer, diffuser, partager
Animation : un investissement lourd mais payant, plus une réponse au problème culturel de rétention de l’information
2 à 2.5 ETP en direct.

Quelques phrases de Sylvaine Duceux, de Lorient Agglomération :
– si ça marche à Lorient, c’est grâce à l’animation de Géobretagne
– le quotidien dans une agglomération, service SIG, c’est de partager les données, ne serait-ce qu’avec les communes et l’agence d’urbanisme (NdB : Audelor, bien représentée sur le Géocatalogue)
– Nous passions notre temps à préparer des données pour les BE et les étudiants
– un inventaire automatique, avec Isogéo : l’argument ergonomique a été le premier pour le choix des élus
problème du dimensionnement des serveurs WFS [pas de mutualisation avec Geobretagne?]
Le catalogue INSPIRE est un pré requis pour l’open data. La consigne aux services producteurs est : « lâcher prise »

Quelques phrases de Pierre Macé, de PIGMA : INSPIRE n’est qu’un moyen :
des données qualifiées, structurées et mises à jour ;
un catalogue simplifié (moins cher) pour mieux suivre mes investissements (les études)
Enjeux : économie d’argent, de temps, d’effectifs.
Le partage c’est la valorisation des savoirs faire du producteur
Question : quel partenariat avec le privé ? Réponse : Apporter 1/ une couverture étendue, pour éviter de courir après la donnée 2/ pérennité et qualité connue. J’ai régulièrement des demandes du privé, mais quel modèle économique ?
Question : impact de la réforme territoriale et inquiétudes ? notamment pour l’animation ? Réponse : l’horizon est le même pour tous, les méthodes aussi, cela aidera.

J'ai assisté à l'atelier « accompagnement » :
Pierre Vergez, IGN, a présenté l'évolution de la formation INSPIRE de l'IGN, d'une formation à l'ENSG vers une formation en région.

Pauline Guibert, du CRAIG : 500 membres. Former pour animer : nous sommes passés de 120 à 320 séries de données en un an.
Les freins en catalogue : complexe, chronophage, outils pas intuitifs, et puis pour quoi faire ? Les avantages sont de disposer d’un catalogue, de flux, d’interopérabilité et du moissonnage.
Il y a un pic de fréquentation depuis le moissonnage par le portail Open data de la région

Sylvain Maffren, du CRIGE PACA : les 2000 adhérents sont plus consommateurs que diffuseurs : INSPIRE permet de faire évoluer cela, de même que l’open data.
Peu d’organisme équipés : ils ont recours à l’IDG régionale. C’est un formidables levier de partage.
- Antagonisme entre INSPIRE et les services aux usagers locaux (extraction personnalisées)
- Après plusieurs formations aux métadonnées sans grands résultats opérationnels, une expérimentation ciblée sur une agglomération a permis l’intégration de 435 métadonnées. Un investissement lourd mais en 4 mois plus de métadonnées qu’en 2 ans et demi.[NdB : ce qui pose la question de la généralisation de l’accompagnement vu les effectifs en jeu].
- la première saisie est sur outils bureautiques mais la mise à jour se fait en ligne (sur Géosource), ce qui est pénalisant en terme d’ergonomie..

Retours de l’atelier transformation en conférence plénière par Jean-Loup Delaveau (société Springeo) :
Lorient Agglomération – la réussite d’INSPIRE dépend de la mobilisation des services métiers.
Répond au « pourquoi? »
– Avant INSPIRE, l’enjeu était déjà l’harmonisation intercommunale des documents d’urbanisme pour obtenir une meilleure vision de la gestion du territoire.
– Si tout le monde adopte le modèle CNIG une seule transformation suffira à être conforme.

Dominique Laurent (IGN) : Resituer le processus de transformation dans le processus de diffusion : s’appuyer sur des structures solides, à savoir les plateformes.
– Un modèle pour le quotidien et un autre pour simplifier les échanges ;
– Penser au coup d’après et passer à des transformations en mode service ;
– Doit mobiliser équipes pluri-disciplinaires : métier + géomaticiens + informaticien

Retours de l’atelier services/données accessibles en conférence plénière par Maël Reboux, de Rennes Métropole :
– les modes d’emploi existent, il faut les lire. On peut les amender [NdB : c’est le rôle de la Commission Règles de mise en œuvre du CNIG]
– « on ne lit pas le manuel de sa voiture pour la conduire ». Oui, mais là la voiture est en kit : un mode d’emploi est donc utile.
– une condition pour INSPIRE : il va falloir centraliser pour mieux diffuser [NdB : voir la remarque de Pierre Macé sur l’importance de livrer une donnée sur une grande étendue] : l’automatisation des processus permet d’épargner les personnels.
– cela ne s’improvise pas et a un coût (ETP/euros) : c’est un des freins à la publication ;
– INSPIRE est un melting polt de standard, d’innovation et de pari technologique au service de l’intéropérabilité
– un point critique : la mutualisation.

Conclusion de P. Mussi, élu régional PACA, président de la commission « Animation territoriale » : par le CNIG j’ai découvert une communauté passionnée et passionnante
J’entends des espoirs et des inquiétudes :

Sur les inquiétudes, j’entends le manque de reconnaissance de votre action. Mais vous êtes dans la soute à charbon, c’est grâce à cela que le bateau avance.

Je suis choqué par les réactions trouvant les métadonnées inutiles : si vous ne savez pas quelles sont vos données, ni quelle qualité elles ont, vous pouvez toutes les jeter.
D’accord pour trouver que les outils sont compliqués mais pas sur l’inutilité des métadonnées.

Sur les espoirs : discours Open data parallèle à discours INSPIRE, voir le tweet sur Géobretagne : c’est un argument reconnu par les décideurs.

Collaboration des différents niveaux de collectivités et administration électronique : on est au cœur de tout ça, pour un Gouvernement plus efficace. Nous sommes très en retard sur administration électronique.
- la création de valeur économique se fera par la standardisation en Europe et la création de champions.
- La démarche pour redonner des pouvoirs aux citoyens est très claire dans l’ouverture des données, mais tout aussi vraie dans INSPIRE : l’open data a besoin du géographique.

Je vous donne rendez-vous dans 10 ans quand INSPIRE sera oubliée à force d’être en œuvre.

GIS Ελλάδα: Σε επίσκεψη στην Αθήνα - HellasGIs

Θα είμαι παρόν στο 8ο Πανελλήνιο Συνέδριό - HellasGIs στην Αθήνα τις 11 Δεκεμβρίος.
Το πρωί θα είμαι ένα γεμάτο πρόγραμμα για μένα αφού θα είμαι στα workshops στις 11.00 με 13.00 για το θέμα "Διάχυση των γεωγραφικών δεδομένων στο διαδίκτυο από QGIS σε Lizmap".

Στο καπάκι, θα συνεχίσω με τη παρουσίαση μου που έχει μεγάλη σχέση με το προηγουμένο θέμα ... με τίτλο "ΔΙΑΔΙΚΑΣΙΕΣ ΓΙΑ ΤΗΝ ΕΠΙΤΕΥΞΗ ΤΗΣ ΔΙΑΧΥΣΗΣ ΔΗΜΌΣΙΩΝ ΓΕΩΓΡΑΦΙΚΩΝΔΕΔΌΜΕΝΩΝ ΣΤΌ ΔΗΜΌ BRETAGNE ROMANTIQUE ΓΑΛΛΙΑΣ".

Θα είμαι διακοπές αλλά ευκαιρία είναι να περάσω και να καποιά λόγια για την εμπειρία μου στο δήμο που εργάζομαι...

Σας βάζω και τη περίληψη της παρουσίασης για περισσότερες λεπτομέρειες στο παρακάτω μέρος.

Περίληψη:
Ο δήμος Bretagne romantique στη Γαλλία θέλει να αναπτύξει τη σωστή λειτουργία των υπηρεσιών της και επίσης να διευκολύνει την πραγματοποίηση των έργων για το προσωπικό  που διασφαλίζει το συντονισμό αυτών. Αυτό εκφράζεται μέσω της αποστολής του δήμου για την παρακολούθηση των 27 κοινοτήτων και τη διάθεση των γεωγραφικών δεδομένων που αφορούν ειδικά το κτηματολόγιο, τα πολεοδομικά σχέδια και τα δεδομένα των δικτύων διανομής. Έτσι εξηγείται η πραγματοποίηση του Δημοτικού Γεωγραφικού Συστήματος Πληροφοριών (ΓΣΠ) το 2009. Αρχικά δημιουργήθηκε για να απαντήσει στις ανάγκες χρήσης και αναζήτησης του κτηματολογίου και της ορθοφωτογραφίας.

Μετά από μερικά χρόνια, διαπιστώθηκε ότι οι ανάγκες των χρηστών έχουν αλλάξει και το ΓΣΠ δεν ήταν προσαρμοσμένο πλέον στις προσδοκίες των υπαλλήλων και των συνεργατών. Γι' αυτό το 2013,  η τοπική αυτοδιοίκηση δεσμεύεται σ'ένα συγκεκριμένο έργο για να εξασφαλισθεί η συνέχιση της χρήσης των γεωγραφικών δεδομένων και της ανάπτυξης  των εφαρμογών του.

Το τμήμα του Συστήματος Πληροφοριών ξεκίνησε αυτό το έργο με μια σταδιακή αύξηση των δεδομένων στο ΓΣΠ. Πρόκειται για τη δημιουργία νέων χωρικών δεδομένων σε σχέση με τα θέματα της πολεοδομίας και του περιβάλλοντος. Παράλληλα, το έργο έχει ως στόχο μια μεγαλύτερη διάχυση των εδαφικών δεδομένων στο διαδίκτυο με σκοπό τη σταδιακή απελευθέρωση αυτών, με αποτέλεσμα να χρησιμοποιούνται από το κοινό (και όχι μόνο από τους υπαλλήλους των δημόσιων υπηρεσιών). 

Αρχικά μέσω της παρουσίασης θα γίνει η περιγραφή των θεμάτων που αντιμετώπισε η τοπική αυτοδιοίκηση πριν την πραγματοποίηση του έργου.

Έπειτα θα προσεγγίσουμε τις τεχνικές λύσεις και τα θέματα σχετικά με την οργάνωση του έργου. Εξίσου η φάση ευαισθητοποίησης των υπηρεσιών του δήμου και της διεύθυνσης είναι ιδιαίτερα σημαντικές για τη σωστή υλοποίηση του.

Ένα κεφάλαιο θα αναφέρει τις εφαρμογές που λειτουργούν σύμφωνα με τα πρότυπα της δια λειτουργικότητας των συστημάτων. Αυτές βασίζονται σε ελεύθερα λογισμικά για μια μεγαλύτερη ευελιξία που επιτρέπει την εύκολη αναβάθμισή τους.  Πρόκειται για τα λογισμικά Desktop QGIS 2.Χ που είναι εγκατεστημένα στους υπολογιστές των τμημάτων του δήμου και στοχεύουν στη δημιουργία νέων χωρικών δεδομένων που θα ενσωματωθούν στη συνέχεια στο ΓΣΠ. Ανάλογα τα ευαίσθητα δεδομένα, όπως το κτηματολόγιο, βρίσκονται σε μια βάση δεδομένων και σε μια ξεχωριστή εφαρμογή WebGIS  με κωδικοποιημένη πρόσβαση για τους υπάλληλους του δήμου και των κοινοτήτων. Το επόμενο θέμα θα αφορά τη δημόσια διάχυση των γεωγραφικών δεδομένων με ελεύθερα λογισμικά WebGIS Lizmap εξασφαλίζοντας μια πλήρη συμπληρωματικότητα μεταξύ του GIS Desktop QGIS και του WebGIS Client Lizmap. Επισημαίνεται και η διαθεσιμότητα των λογισμικών στην ελληνική γλώσσα για μια καλύτερη κατανόηση από το κοινό.

 Τέλος, θα παρουσιαστούν οι προοπτικές ανάπτυξης του έργου αναλυτικά στοχεύοντας στους προβληματισμούς που προκύπτουν και θα επισημανθούν οι προβλέψεις του κάθε τμήματος για τη βελτίωση των χρήσεων των γεωγραφικών δεδομένων στο δήμο Bretagne romantique.


Για το πλήρης πρόγραμμα, δείτε το αρχείο από την επίσημη ιστοσελίδα του Συνεδρίου http://www.hellasgi.gr/

Dynamick: Tre temi WordPress in stile Medium

Inutile dirlo, sono affascinato da Medium e dal suo design stiloso. Ecco perchè oggi vi segnalo 3 temi WordPress che trasformano il vostro blog in una piattaforma Medium-style.

Typer

typer

Il primo tema è Typer, chiaramente ispirato Medium. Il tema è semplice ed è destinato a siti blog-style e personali. Oltre alla lista dei post, c’è la possibilità di avere pagine statiche e nulla più. La forza di questo tema è la tipografia chiara e molto leggibile e lo stile che privilegia la lettura del testo.

Literatum

literatum - medium style wordpress theme

Literatum è un tema WordPress perfetto per gli scrittori e per i giornali/riviste on-line che stanno che intendono centrare l’attenzione dei visitatori sui loro articoli in modo pulito e moderno. Il tema ha una navigazione facile e nulla può distrarre il lettore dal contenuto del sito. Lo stile di Medium anche in questo caso ha fatto da maestro.

OM

medium-style-om-wordpress-theme

Om è un photoblogging dal carattere professionale, un tema per la narrazione visuale. Om rende i contenuti del sito sorprendente brillanti grazie alla tipografia equilibrata, alle scelte dei colori e soprattutto grazie all’attenzione ai dettagli. Il tema si discosta dal design di Medium anche se ne carpisce i concetti e li rielabora in un design dal carattere originale.

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La Cartoteca: Milvusmap, conversión de mapas OSM a PDF

He mencionado en otras ocasiones diversos servicios que permiten extraer datos desde Open Street Map (OSM) para crear documentos, y hasta guías completas, en PDF. Aquí pueden encontrarse esos servicios recopilados. Hoy he probado un servicio similar que me ha gustado bastante. Todavía es experimental, pero la cantidad de opciones que ofrece es muy interesante. Antes de exportar el mapa en PDF (ya sea en una hoja o en varias, porque se pueden formar colecciones) se puede elegir la escala, localización, retículas, formato de papel, orientación… Me ha gustado, así que, si quieres probar a exportar algún mapa de OSM a PDF, creo que te resultará una herramienta muy interesante: http://milvusmap.eu

osm_a_pdf

Milvusmap, conversión de mapas OSM a PDF apareció originalmente en La Cartoteca, noviembre 18, 2014.

Spatialists: To all you Geohipsters out there

Geohipster Map

Have you heard of the Geohipster blog? It’s the self-described place for people who ‘grow their own organic vertices, use gluten-free topology or only geocode by hand, in small batches’. And I give at a big recommendation, put it into your feed reader. And relax, you don’t need to be a fixie aficionado/-a in order to appreciate the Geohipster movement.

Atanas Entchev (of ENTCHEV GIS) and Glenn Letham (of GIS User) keep Geohipster interesting by interviewing industry exponents. So far, I’ve particularly enjoyed the interviews with Andrew Turner (of Esri), Bill Dollins (of Zekiah), Jonah Adkins (of GISi) and Brian Timoney.

Atanas and Glenn collect Geohipster wearing their Geohipster shirts on a map. Obviously, no matter how hip your shirt is, this sampling methodology will only ever give you a very incomplete picture of your fans. Hence I got the idea to geocode and visualise devoted fans followers of Geohipster. I adjusted my SwissGIS map code and produced The Geohipster Map:

Geohipster Map

All followers of the @GeoHipster account (representing GeoHipster on Twitter) who have a public account and feature geocode-able information in their Twitter profile (in the “location” attribute) are visualised on the Geohipster Map. A geocode-able location attribute either contains a recognisable place name or lat-lon coordinates in WGS1984, separated by either a comma, a semi-colon, a slash or a vertical bar (this one: |) (e.g: “47.51 / 8.54”). If a place name is given, it’s geocoded using the Geonames API and a minor random component of usually a few hundred meters is added to reduce clustering of map markers.

A special case are followers who indicate their location as, for example “everywhere”, “global”, “earth”, “somewhere”, “worldwide”, “unclear” or “Null Island”: I took the freedom to assign their location to the latter. It just seemed fitting for Geohipsters.

Some inhabitants of the Republic of Null Island

Some inhabitants of the Republic of Null Island

If you are a follower of @GeoHipster and have filled in your location field but are not displayed on the map or in an unexpected place, the location is not properly geocodeable by GeoNames. You can test the suitability of your location field’s contents here using the search function (although there is some evidence that there can be differences between the search function and the API).

If you want to be on the map: Simply follow @GeoHipster and let your hipster flag fly. The map will be updated from time to time. Let me know if you have questions.

TANTO: Due “Italie” o Italia a metà? Ne vorremmo una nel registro INSPIRE

Due “Italie”. Non è la sintesi della fotografia del nostro Paese del consueto rapporto sociologico-economico-politico, ma la raffigurazione paradossale e contraddittoria dell’Italia, relativamente alla disponibilità del patrimonio informativo dei dati e i servizi geografici, in base alla prospettiva da cui la si analizza, nazionale o europea.

Nelle scorse settimane AgID ha pubblicato il report che presenta lo stato delle attività di alimentazione del RNDT (il catalogo nazionale dei metadati di dati e servizi territoriali) da parte delle Pubbliche Amministrazioni italiane. Negli stessi giorni, l’Agenzia Europa dell’Ambiente ha reso noto il rapporto sullo stato di attuazione della direttiva INSPIRE a metà del processo di implementazione, in cui, tra l’altro, è rappresentata la situazione sulla disponibilità dei metadati anche attraverso i servizi di ricerca.

L’Italia del RNDT è quella che rende conoscibili le informazioni (gli ormai arcinoti metadati) su un discreto numero (7814 per la precisione) di dati e servizi, indicandone le caratteristiche e le modalità per l’accesso e l’utilizzo.

L’Italia che esce fuori dal secondo rapporto è il Paese che, insieme ad altri 5 (Bulgaria, Cipro, Malta, Lituania ed Ungheria), su 28 Stati Membri, non rende disponibile quelle informazioni attraverso il geoportale comunitario, nonostante l’obbligo derivante dalla Direttiva INSPIRE (come si vede dalla mappa creata da Andrea Borruso sulla base delle informazioni del rapporto stesso).

italy_inspire.jpg

È, quindi, un’Italia che non esiste. Un patrimonio di dati e servizi inesistente, nonostante gli sforzi economici, tecnici e tecnologici di tante Amministrazioni. O meglio, un patrimonio esistente ma che non è dato di conoscere, come se si fosse tornati indietro di un po’ di anni quando i dati erano tenuti in qualche “cassetto” inaccessibile.

Il paradosso che se ne produce è che se Giancarlo, giusto per usare un nome noto al blog che ci ospita, qui utilizzato per identificare un utente generico (cittadino, professionista, tecnico, decisore politico che sia), utilizzasse il catalogo nazionale o i tanti cataloghi dei singoli Enti italiani allora riuscirebbe a trovare le informazioni che cerca risparmiando tanto tempo prezioso che potrà impiegare nella valutazione, nell’utilizzo e nell’elaborazione dei dati.

Se invece il punto di accesso fosse il geoportale INSPIRE, allora la sua ricerca si rivelerebbe vana e se, per assurdo, il geoportale fosse l’unico punto di accesso, allora si ritroverebbe catapultato diversi anni indietro quando l’unica possibilità di conoscere la disponibilità di dati e servizi era quella di andare fisicamente a chiedere agli uffici dei vari Enti territoriali.

Tutto ciò nonostante sia stata addirittura introdotta recentemente (DL 91/2014 convertito nella legge 116/2014) una modifica al D. Lgs. di recepimento della Direttiva INSPIRE (32/2010) per cambiare … un “articolo”: così l’art. 7 comma 4 che recitava “Il servizio di ricerca [...] è garantito sulla base del RNDT [...]” è diventato “Un servizio di ricerca […] è garantito sulla base del RNDT [...]”. Ad oggi, però, per l’Europa i servizi di ricerca italiani (il RNDT non sarebbe più “il” servizio di ricerca ma “un” servizio di ricerca) sono rimasti ancora indeterminati, almeno a quanto risulta dal rapporto EEA.

Eppure, se i dati e i servizi documentati nel RNDT fossero “visibili” al geoportale europeo, l’Italia si posizionerebbe, per numerosità delle risorse informative, tra i primi 5 Stati Membri. Un bel balzo: dall’inesistenza all’alta classifica!

In più, come si evince dal report RNDT, le tipologie di dati documentati coprono quasi tutte le categorie tematiche (dall’utilizzo del territorio alle ortoimmagini, dalle reti di trasporto all’idrografia, dai nomi geografici alla pianificazione) offrendo a Giancarlo una gamma di risorse informative da poter utilizzare (a seconda della policy sul dato della Amministrazione titolare) per gli impieghi più disparati. Solo per dare un’idea si riportano alcuni grafici tratti dal report relativi al numero di dati descritti, in riferimento ai temi INSPIRE.

risorse_INSPIRE

Al fondo, c’è il mancato adempimento della registrazione del (o di un) servizio di ricerca nazionale al geoportale INSPIRE da parte dell’Italia. Un adempimento che richiede l’invio di una mail con l’indicazione dell’endpoint del servizio da inserire in uno specifico registro. L’inserimento in tale registro farebbe sì che le risorse presenti nel catalogo nazionale siano rese disponibili nell’area di discovery del geoportale europeo. In questo modo il nostro Giancarlo vedrebbe soddisfatto il bisogno di conoscere la disponibilità di dati e servizi a prescindere dal punto di accesso, anche, stavolta, nell’eventualità di dover elaborare set di dati transnazionali, per esempio.

La storia è nota ai più. Se a qualche lettore del blog fosse sfuggita può leggere l’appello alla base della campagna “Vogliamo l’Italia nel registro INSPIRE” (#italy4INSPIRE) che questo stesso blog, insieme a tanti altri blog di informazione geografica e alla comunità geomatica italiana, hanno lanciato ad inizio anno.

Alla campagna è seguita anche un’interrogazione parlamentare presentata nel mese di luglio scorso e rimasta ancora senza risposta.E’ di qualche giorno fa (12 novembre), inoltre, la presentazione di una nuova interrogazione parlamentare che, ricalcando la prima e tenendo conto delle risultanze del rapporto EEA, sollecita la registrazione di un servizio di ricerca italiano al geoportale INSPIRE.

L’auspicio è che si pervenga quanto prima ad avere una sola Italia, un Paese, cioè, che sappia rappresentare anche a livello europeo il reale stato dell’arte circa la disponibilità dei dati e servizi territoriali.

Non solo per sanare un’evidente violazione del diritto comunitario; quanto anche per dare evidenza al costante e ingente impegno delle amministrazioni pubbliche italiane a rendere sempre più conoscibile, disponibile e interoperabile il proprio patrimonio informativo. E soprattutto per offrire anche agli utenti italiani la possibilità di poter fruire dei servizi resi disponibili nel contesto INSPIRE.

Per farci sentire un po’ più europei anche in questo!

L'articolo Due “Italie” o Italia a metà? Ne vorremmo una nel registro INSPIRE è apparso originariamente su TANTO. Rispettane le condizioni di licenza.

Geofumadas: Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD

Me he tomado el tiempo de revisar esta interesante aplicación, la que estoy seguro que interesará a muchos usuarios de tecnologías CAD, que aspiran trabajar con datos GIS, como el caso de ficheros shp, kml, gpx, conectarse a bases de datos o servicios wfs.

Se trata de Spatial Manager, un desarrollo que viene en dos versiones:  Una para escritorio, que tiene sus propias funcionalidades CAD-GIS,  y otra como plugin para AutoCAD, que está disponible para versiones desde AutoCAD 2008 hasta AutoCAD 2015.

Somos conscientes que hoy día existen muchas herramientas en el mercado, tanto de código libre como privativas, por lo que hacer nuevas soluciones requiere un trabajo cuidadoso de las brechas que dejan los grandes fabricantes de software y las rutinas comunes de los usuarios.  Después de descargar la herramienta y probar con diferentes fuentes de datos, creo que sus capacidades responden a interrogantes de profesionales del área de la geoingeniería como:

¿Es posible conectar AutoCAD con PostGIS?

¿Cómo modifico un archivo KML desde un CAD?

¿Se puede llamar un servicio WFS desde AutoCAD?

¿Cómo convertir datos de Open Street Map a ESRI Shape file?

1. Spatial Manager para escritorio.

La herramienta de escritorio hace rutinas de visualización, reproyección, edición, impresión y exportación de datos espaciales.  Esta no requiere AutoCAD, pues se ejecuta de forma independiente sobre Windows.

Formatos espaciales que soporta

Si bien Spatial Manager para escritorio se ve sencillo, su capacidad de gestión de datos GIS/CAD va más allá de lo que estaba en mis expectativas iniciales:image6 Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD

  • Lee datos de casi 20 fuentes espaciales, tal como se muestra en la tabla de la derecha.
  • Puede editar datos vectoriales y tabulares de ficheros SHP, KML/KMZ de Google Earth.
  • Puede leer y editar ficheros de texto como texto ASCII, tal es el caso e listados de coordenadas en formato CSV.
  • Vía OGR puede editar datos DGN de Microstation V7, así como DXF, TAB/MIF de Mapinfo.  Como lectura E00 de ArcInfo, GeoJSON y WFS.
  • En cuanto a bases de datos espaciales, puede editar directamente PostGIS, SQLite Y SQL Server.
  • Puede leer vía ODBC (no editar) otras fuentes de bases de datos.
  • Vía FDO puede editar datos de AutoDesk SDF, leer Web Feature Services (WFS) y MySQL.
  • También puede leer datos del estándar de intercambio GPS (GPX)

Transformación de Coordenadas

Para llamar una fuente solo se debe seleccionar el formato, y el asistente conduce a decisiones como nombre de capa destino, datos que se vendrán como consulta, color, transparencia y si se mantendrán los polígonos o se generarán datos tipo arco-nodo.  Con el tiempo se le encuentran funcionalidades muy prácticas, como las tareas programadas y el arrastrar / soltar desde el explorador de Windows.

También es posible indicar la proyección y sistema de referencia que tiene la capa inicial, y solicitar que la transforme a otra; muy práctico en caso que tengamos datos de diferentes fuentes y que esperamos visualizar en una misma proyección.  Soporta muchos sistemas de referencia, que se pueden filtrar y ordenar por nombre, región (área / país), por código, por el tipo (proyectada / geográfica).

Funciones CAD – GIS

Realmente es una herramienta potente, pues una vez desplegados los datos se puede modificar con mucha facilidad las propiedades de visualización, separar capas por atributos, cambiar orden y lo mejor: llamar de fondo imagen o mapas de Bing, MapQuest, u otros.

image7 550x426 Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD

Algunas de las funcionalidades no se ven, a menos que se requieran, puesto que son contextuales.  Como ejemplo, vean que al seleccionar un registro se activan opciones de selección, como eliminar, zoom a los datos, invertir selección o creación de una capa con los resultados sleccionados.

image12 550x330 Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD

Hay algunas otras funcionalidades, que en este artículo no explico a detalle, como la impresión de mapas de despliegue o atributos seleccionados, que es bastante intuitiva.

Exportación a otros formatos

Los datos vectoriales una vez identificados en el panel de fuentes de datos, se pueden exportar a los siguientes 16 formatos: SHP, KML, KMZ, ASC, CSV, NEZ, TXT, XYZ, UPT, DB, SQLITE, SDF, DGN, DXF, TAB y MIF.

Vean que esto de la exportación traería rutinas de uso común, pero que ahora no cualquier aplicación hace, como por ejemplo abrir datos de Open Street Maps (OSM) y exportarlos a DXF o SHP.

Guardado de rutinas como tareas

Spatial Manager no es una herramienta SIG completa, como lo son otras soluciones, sino un complemento para la gestión de datos. Sin embargo tiene funcionalidades que cualquier usuario de SIG esperaría utilizar por su practicidad.  Un ejemplo es la funcionalidad conocida como Tasks, en la que se puede guardar una rutina para volverla a llamar de nuevo en otro momento, por ejemplo:

Quiero guardar una capa de datos llamada parks.shp, como formato KML, y esa capa está inicialmente en CRS NAD 27 / California Zona I, y espero se transforme a WGS84 que es el que utiliza Google Earth.  Adicionalmente, que use el dato NAME como nombre y PROPERTY como descripción, un color azul de relleno y amarillo de borde, 1 pixel de ancho y 70% de transparencia.  Con altitud cazada sobre la superficie y en una carpeta específica de Dropbox.

Cuando la ejecuto por primera vez, me consulta si la quiero almacenar como Task, para ejecutarla en cualquier momento, inclusive desde la ventana de comandos del Sistema Operativo.

Si la guardo como Task, cuando la consulte tendrá los siguientes datos descriptivos:

Click ‘Execute’ to execute the following options:

Data source:

– File: Shortcuts:\Sample data\SHP\Parks.shp

Data destination:

– File: C:\Users\galvarez.PATH-II\Downloads\Parks.kml

Options:

– The target table will be overwritten if necessary

Coordinate transformation:

– It will transform the coordinates of the source with the following parameters:

– Source CRS: NAD27 / California zone I

– Target CRS: WGS 84

– Operation: NAD27 to WGS 84 (6)

Guardando rutas y Proyecto

Se pueden definir rutas de atajo, conocidas como Shortcuts, similar a lo que hace ArcCatalog, al identificar una fuente de datos que se consultará con mucha frecuencia.  También el fichero se puede guardar con extensión .SPM, con lo que guarda todas las configuraciones tal como lo haría un proyecto de QGIS o el MXD de ArcMap.

Las Licencias y Precios de Spatial Manager Desktop

Se puede bajar versiones de prueba de Spatial Manager.  Existen tres ediciones de esta herramienta: Básica, Estándar y Profesional, con funcionalidades escalables, como se muestra en la siguiente tabla:

Propiedades Generales                                         Básica       Estándar     Profesional
Estilizado y manejo de mapas
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
Arrastrar y soltar datos espaciales al mapa
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
Mapas de fondo (calles, imágenes, híbrido)
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
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Apertura de mapas de forma inteligente
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
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check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
Seleccionar y filtrar en base a atributos
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
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Consultas alfanuméricas
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
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Transformación de Coordenadas
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Exportar información para uso en oficina o aplicaciones CAD
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Impresión de mapas o atributos seleccionados
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
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Panel de visualización
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Consulta de datos espaciales
uncheck Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
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Manejo de Capas
Hacer nuevas capas a partir de selección o consultas
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
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Proyectar capas en mapas
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
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Separación de capas en nuevas capas
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
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Capas externas e internas
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Desconectar capas de fuentes externas de datos
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Copiar atributos a capas
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
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Fuentes de Datos
Manejo de atajos propios (shortcuts)
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
Acceso a ficheros espaciales (SHP, GPX, KML, OSM, etc.)
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
Manejo de fuentes de datos propias
uncheck Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
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check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
Acceso a servidores de bases de datos espaciales (SQL Server, PostGIS, etc.)
uncheck Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
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check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
Acceso a otras conexiones (WFS, ODBC, etc.)
uncheck Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
Edición
Buscar y reemplazar datos
uncheck Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
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Editar datos alfanuméricos
uncheck Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
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check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
Edición de datos múltiples
uncheck Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
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check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
Remover atributos no deseados
uncheck Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
Guardar capas modificadas a nuevas capas
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check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
Tareas y Procesos
Procesos de importación y exportación
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
Automatización de procesos mediante tareas (tasks)
uncheck Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
uncheck Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
Ejecutar tareas desde la ventana de sistema operativo
uncheck Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
uncheck Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
check Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD
Precio de Licencia Individual
US $149
US $279
US $499

 


 

2. Spatial Manager para AutoCAD.

Este plugin es ideal para agregar capacidades espaciales a las versiones básicas de AutoCAD, aunque también funciona sobre Civil3D, Map3D y Architecture.

En este caso, lo he probado usando AutoCAD 2015, y una vez instalado aparece una pestaña en el Ribbon con algunas funcionalidades.  Por supuesto, no vienen todas las de la versión Desktop, porque para ello AutoCAD tiene sus propios comandos.

En caso de crear una fuente de datos, solo se debe hacer botón derecho del ratón sobre “User data sources” y seleccionar “New data source”.  Luego se elige el tipo de fuente, que son las mismas opciones que en la versión de escritorio.

image9 550x392 Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD

 

Sabemos que algo de esto es posible hacerlo desde AutoCAD Map y Civil 3D vía OGR, sin embargo cuando se revisa todo lo que hace Spatial Manager nos damos cuenta que los creadores de esta aplicación han pensado con dedicación en todas las funcionalidades que los usuarios de AutoCAD no pueden hacer de manera práctica.  Aspectos como llamar una capa de PostGIS, para poner un ejemplo, o un servicio WFS publicado desde un layer de GeoServer que muestra un almacén de datos de Oracle Spatial.

Para ver la funcionalidad de Spatial Manager en AutoCAD, hemos hecho este video con ejemplos de nuestro interés.

En el video inicialmente se llama una capa shp local, con el límite de país, luego una con el límite de municipios.  Posteriormente se hace una conexión a servicios WFS y finalmente una capa de parcelas de ficheros DGN de Microstation en forma arco-nodo.

Se puede indicar que los puntos se vengan como bloques de AutoCAD, inclusive que se usen diferentes bloques en base a una característica de los datos.  Asimismo establecer si se vendrán como polilíneas, polilíneas 2D o polilíneas 3D.

Luego, si se indica que importe los atributos como datos XML incrustados, se vendrán como Objects Extended Entity Data (EED). En esta parte se parece mucho a lo que hace Bentley Map, para importar datos con incrustaciones en el DGN como datos extensibles XFM.

image10 550x331 Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD

Las Licencias de Spatial Manager para AutoCAD

Existen dos versiones de Licencias, en este caso una llamada Edición Básica y una segunda Edición Estándar, que son casi las mismas, acorde a la siguiente lista de funcionalidades:

Capacidades Generales

  • Importar datos espaciales a dibujos de AutoCAD
  • Transformación de coordenadas en la importación
  • Panel visor de datos incrustados (EED / XDATA).  Esta funcionalidad solo está en la versión Estándar.

Capacidades de Importación

  • Los objetos se importan a un nuevo o existente dibujo
  • Los objetos pueden venir a una capa de destino en base a un valor de dato
  • Uso de bloques o centroides
  • Inserción de bloque en base a datos tabulares
  • Relleno y transparencia de polígonos
  • Centroides de polígonos si es necesario
  • Elevación y grosor a partir de datos tabulares
  • Importar datos desde tablas como EED. Esta funcionalidad solo está en la versión Estándar.

Fuentes de Datos

  • Manejo de atajos propios (shortcuts)
  • Acceso a datos espaciales (SHP, GPX, KML, OSM, etc.)
  • Manejo de fuentes propias de datos. Esta funcionalidad solo está en la versión Estándar.
  • Acceso a bases de datos espaciales. Esta funcionalidad solo está en la versión Estándar.
  • Acceso a otras conexiones (WFS, ODBC, etc.). Esta funcionalidad solo está en la versión Estándar.

Precio de Spatial manager para AutoCAD

La Edición Básica tiene un precio de US$ 99 y la Edición Estándar US$ 179

En Conclusión

Ambas herramientas constituyen interesantes soluciones.  Me parece muy valiosa Spatial Manager para Desktop, puesto que las funciones de transformación, edición, exportación y análisis de datos hacen honor a su nombre.  Aunque como lo he mencionado, es un instrumento complementario e intermedio entre las rutinas que se hacen con un CAD y la explotación de información que se hace desde un software GIS.

La segunda me parece que crecerá un poco más a medida que vaya recibiendo más retroalimentación de los usuarios; por ahora complementa lo que AutoCAD no puede hacer.

Considerando los precios, no se ve mala la inversión, si tomamos en cuenta el beneficio que puede traer.


 

Para conocer la lista de precios, se puede consultar en esta página. http://www.spatialmanager.com/prices/

Para conocer más de funcionalidades y novedades, este es el blog de Spatial Manager o en la Wiki

La entrada Spatial Manager: Gestione eficientemente datos espaciales, incluso desde AutoCAD aparece primero en Geofumadas.

Cartesia.org: Simposio: Geomatics in Latin American Archaeology

Sesión que llevamos a la 43 Conferencia Anual Internacional Computer Applications and Quantitative Methods in Archaeology (CAA Siena 2015) que se celebrará entre el 30 Marzo y el 3 Abril 2015 en Siena (Italia) con el título: “Geomatic approaches in Latin American Archaeology: the state-of-the-art in Spatial Archaeology”.

La propuesta completa se halla en : http://caaconference.org/program/sessions/4f/

Maximiano, Alfredo M. Universidad de Cantabria. IIIPC. España, maximianocastillejo@gmail.com
Magnin, Lucía A. Universidad Nacional de La Plata. CONICET Argentina, lumagnin@yahoo.com.ar
De Feo, María Eugenia. Universidad Nacional de La Plata. CONICET Argentina, eugeniadefeo@yahoo.com.ar
Figuerero Torres, María José. Universidad de Buenos Aires. Argentina, mjofiguerero@yahoo.com.ar

Contacto: geomaticsla.caa.2015@gmail.com
20 Nov 2014: concluye llamado de trabajos
Presentación de resúmenes: http://caaconference.org/program/

Geofumadas: Buscar y reemplazar usando expresiones regulares : Microstation

Buscar y reemplazar es una función de uso común, alguna vez lo he explicado para Excel.  Al momento de aplicarla en mapeo o CAD, las posibilidades de encontrar lo que buscamos con exactitud son más complejas, pues no es solamente la búsqueda por atributos.

El problema, reemplazar textos

Tengo un mapa con más de 800 predios numerados.  Necesito que los números de predio que representan las calles, ríos y demás bienes de uso público tengan solamente un texto.

El asunto es que para volverlo a vincular, requiero que en lugar de tener 92345, que fue un número de predio asignado, tengan una R de río, una C de calle, una L de laguna, etc.

reemplazar texto microstation thumb Buscar y reemplazar usando expresiones regulares : Microstation

De Modo que necesito, por ejemplo, a los textos arriba de 92,000 colocarles una R, pues son ríos.  Luego a los textos arriba de 93,000 colocarles una C, pues son calles. bla, bla, bla.

Usar expresiones regulares

Esto en versiones anteriores de Microstation siempre existió, pero a partir de las versiones V8i, trae una pestañita que lo sugiere, y se puede activar o no la funcionalidad.

Siempre se hace desde Edit > buscar y reemplazar.

El panel que se despliega, nos da la opción de colocar lo que buscamos, qué contenido lo va a reemplazar, y algunas condiciones como control de mayúsculas, búsqueda en bloques (cells), fence.

Seleccionamos la opción “Use Regular Expressions”, con lo que se activa la pestaña superior, en la que se ven qué posibilidades se pueden incluir en la cadena de búsqueda.

Vean que si coloco el texto 92, luego tres puntos, podré tener todos los números superiores a 92,000.  Y así seleccionar que se reemplacen con una letra R.

reemplazar texto microstation thumb1 Buscar y reemplazar usando expresiones regulares : Microstation

Con la opción Find, el despliegue se desplaza al texto seleccionado, y así va navegando a los siguientes.

Si ejecuto “Replace All”, todos los textos serán reemplazados.

De igual forma, para reemplazar el texto de las calles, que tienen un rango arriba de 93,000, lo que requiero es colocar 93… y reemplazar con C.

Otro tipo de expresiones regulares

Las posibilidades de usar otras necesidades de búsqueda son variadas.

  • El símbolo ^ se utiliza para indicar el inicio de una línea.  Supongamos que tenemos un número 292010, no querríamos que se incluya.  Entonces, la cadena sería ^92…, con lo que se van a encontrar solo los textos que empiezan con 92, que tienen tres caracteres seguidos.
  • El símbolo $ para el final.  Supongamos que necesito encontrar los textos que terminan con el número 10, entonces se escribe 10$
  • El punto se usa para caracteres, el asterisco para cero o más, el signo + para número 1 o más.
  • Si se espera encontrar solo dígitos ASCII, entonces usamos el acrónimo : d y en caso que esperemos solo alfabéticos, usamos :a
  • Si deseamos un rango de caracteres, podemos usar los corchetes

Para saber más, sugiero lo básico: Wikipedia.

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Geofumadas: La Conferencia de Infraestructuras 2014: Inspiración para hispanos

La semana pasada se ha realizado la Conferencia de Infraestructuras para el año 2014, de nuevo en Londres, en la que también se celebra la premiación conocida como Be Inspired.

El evento estuvo mucho más organizado que otras ocasiones, la aplicación móvil que diseñaron para iOS y Android estuvo de lo mejor; con las actualizaciones, agenda, fotografías y recomendaciones para un tiempo de ocio casi inexistente.  Siempre entregaron papeles a la antigua, pero lo mejor estuvo en la disponibilidad de versiones digitales de lo que cada quien desea traer, y que no cabe ya en las maletas de regreso, mientras activa una app para escuchar en audio “Vivir para Contarla” en lugar de ver películas vacías o estresarse con el mapa de trayectoria en esos trasatlánticos viajes.

image thumb1 La Conferencia de Infraestructuras 2014: Inspiración para hispanos

Más de lo que ya sabíamos…

Entre las nuevas adquisiciones solo capta mi atención SITEOPS, una sorprendente aplicación que automatiza el diseño territorial en aspectos como estacionamientos o urbanizaciones, readaptándose al vuelo ante el desplazamiento de un límite, un eje, una entrada o los parámetros de tamaño de los estacionamientos y con cálculos automáticos de corte / relleno.  La vi en Charlotte hace 6 años y me fascinó, y si bien funcionaba sobre AutoDesk Civil3D, parece que le gustó tanto a Bentley que en un par de años lo veremos como una funcionalidad de Geopak.

Nos han gustado la presentación de estrategias efectivas que se han aplicado este año 2014, aunque supongo que vienen de antes.  Para mantener la magia, prefiero escribirlas en su idioma original:

  • Comprehensive BIM (Playbooks)
  • Intrinsic Geo-context
  • Virtualization of Talent
  • Delivering Visibility (vía i-models)

Cada uno llevó una explicación de 5 láminas, por las que ha valido la pena las 13 horas de vuelo que representa abordar a las carreras en Tegucigalpa y caer estrepitosamente en Londres con apenas una hora para quitarse con agua el miedo al ébola en los estornudos del vecino.

A nivel de ponencias, nuestro respeto para el tamaño de expositores, en el que no queda tiempo de hacer notas para no perder el momento de inspiración.  Como lo comentaba un día, a estos lugares no se va a aprender, sino a conocer por donde van las tendencias.

De las palabras de Ed Merrow, en su presentación sobre la Perspectiva de Proyectos de Capital:

Un proyecto de gran dimensión no ocupa ingenieros, sino un hombre de negocios…

La gestión de proyectos es el arte de estar preparado para los imprevistos…

Un proyecto de ingeniería es un ejercicio de prueba a nuestra capacidad de gestionar la información…

image thumb2 La Conferencia de Infraestructuras 2014: Inspiración para hispanos

Esta parte me ha recordado uno de mis pocos maestros, de los que daba pesar durara tan poco la hora de clases. Luego he recordado una hermosa maestra que me sirvió la materia “mercadotecnia de proyectos sociales” y la combinación con el actual mentor que nos ha bajado de nuestros esquemas UML y en una sacudida de piojos nos ha dicho:

Dejen de hablar de sostenibilidad.  ¿Dónde está el lucro de este sistema?

BIM: el camino hacia donde van todos.

La palabra que más suena hoy es BIM.  Hace 3 años era i-model, que es lo mismo, pero en un estándar y vocablo que ya todo mundo acepta.

No le vamos a imponer a nadie el BIM.  Pero es la única alternativa.

En esto las grandes empresas están empeñadas por que los países aprueben legislación para que el BIM sea adoptado como un estándar para el manejo de infraestructuras.  Aquí cabe casi todo, pues hablamos de edificios, carreteras, plantas industriales, sistemas de transmisión, sistemas de tráfico y todo lo implicado en su ciclo:  Topografía, arquitectura, construcción, modelado, operación, mantenimiento y reposición.

Es interesante la prioridad que está tomando el ciclo de minería, en la que se están promoviendo soluciones como MineCycle Designer, MineCycle Survey y MineCycle Material Handling, donde se extiende las capacidades de Bentley Map, AECOsim, OpenPlant y OpenRoads que hasta ahora habían estado más enfocado en disciplinas más convencionales.  Claro, ya lo veíamos venir luego que las empresas del Infraestructure 500 Top Owner figuraran mercados cuyo fuerte está en la explotación de recursos naturales, incluida la minería.

La estrategia de ir a no a los grandes sino a los gigantescos ha funcionado para Bentley, cuando hablan que 20 de las 25 (80%), 40 de las 50 (80%), 69 de las 100 (69%) y 233 de las 500 (46%) utilizan al menos ProjectWise o AssetWise para controlar la operación de infraestructuras.  Suficiente como para estar tranquilos, aunque ha sido interesante un planteamiento en el que esperan llegar vía nuevos canales a usuarios de nivel mediano o individual de 2015 a 2018.

Es valioso el aporte que tendrá la academia, en el caso de Highways Agency que ha iniciado AssetWise Academy, para promover la formación de profesionales en disciplinas como Carreteras, Ferrocarriles, Transporte y Mega Proyectos, implementando la gestión mediante el estándar BIM.

¿Que pasa con Trimble?

image thumb3 La Conferencia de Infraestructuras 2014: Inspiración para hispanosEn esto se nota muy claro, que los CEO de Bentley, Trimble y Siemens tienen un plan muy bien orquestado para 2018.  El evento Trimble Dimensions se desarrolló en forma paralela, en la misma semana en Las Vegas, así que no me extrañaría que en unos dos o tres años anuncien que ambos eventos serán uno solo.  Sabemos de sobra, que la fusión de disciplinas (no necesariamente de empresas) seguirá a lo que ya vimos en HEXAGON, donde Leica, Erdas, Integraph y todo lo que se había acumulado llegó a ser un impresionante modelo al que tendrá que llegar Trimble + Siemes + Bentley.

Por parte de Trimble había un stand, donde se mostraban ejemplos de integración entre Bentley ProjectWise, leídos desde dispositivos GPS, una estación total robótica levantando datos y modelado hacia ProjectWise utilizando i-Model.  Así que supongo que ha sido un año intenso de trabajo, en el que el beneficio es para ambos escenarios: Bentley llega hasta campo, con todas las capacidades de estos equipos: nubes de puntos, COGO, modelado de objetos; Trimble tiene una plataforma que integra el workflow desde el levantamiento hasta el diseño, con opciones de volver a replanteo con mucha agilidad.

image thumb4 La Conferencia de Infraestructuras 2014: Inspiración para hispanosPor parte de Siemens se mostró lo que están haciendo, en un tema en que me parece que andaban algo obsoletos.  Con la integración de toda la potencialidad del i-model, aplicaciones de Bentley para gestión de plantas industriales, sistemas de transmisión eléctrica, generación de energía… definitivamente Siemens es el más beneficiado.  Aquí aunque el trabajo debe ser arduo, me parece que la química no es igual; inclusive en la exposición en el almuerzo del miércoles fue necesario pedir silencio a los asistentes pues estaban más interesados en la mordida que le daban a la pierna de pollo que en una powerpoint algo conceptual, con poca evidencia demostrativa.  Por supuesto, éramos muchos ingenieros civiles, arquitectos, y pocos ingenieros industriales o eléctricos que es a quienes esto impactará.

Qué de los Premiso Be Inspired

En esta ocasión nos han asignado las mesas, de modo que no hemos podido hacer nuestra mesa de apuestas con los colegas de las otras revistas.  Una pena porque esta vez estaba casi seguro de mis predicciones, y quizá hubiera ganado las 10 libras por cabeza que representan estos pelo-amarillo.

En la mesa que me ha tocado hemos compartido con dos mexicanos, un holandés, un sudafricano y una linda chica Portuguesa.  Coincidimos que el nivel de proyectos de este año ha sido monstruoso.

Ha sido bueno saber que Latinoamérica se ha traído tres merecidos premios:

  • El proyecto de minería de Perú.
  • El Túnel bajo el mar de Brasil.
  • y el Proyecto de Puertos de Uruguay.

Luego de varios años de ver este evento, debo admitir que se cumple la premisa que estar allí es inspirador.  En esta ocasión pude hablar con el ponente del proyecto Uruguayo de puertos, antes y después para digerir la adrenalina de sentirse ganador, y esperar todavía un poco más.  Cuando representas a tu país entre 56 proyectos de nivel mundial, y tu nombre es mencionado para recibir el premio, definitivamente sientes el patriotismo que apenas disfrutamos en los partidos de eliminatoria mundialista.  Nadie después de un momento como éste, será igual el día siguiente.  Y esto mis amigos, es el Be Inspired!

image thumb5 La Conferencia de Infraestructuras 2014: Inspiración para hispanos

En mis predicciones el próximo año el evento será de nuevo en Londres, porque estos están en una fumada de morir.  Y luego quizá se la jueguen con China, para cerrar en 2017 en Las Vegas con Trimble y Siemens en un solo evento a lo que Bentley llama 1B18.

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Γεωπληροφοριακά Νέα: Νέες ημερομηνίες για τα σεμινάρια GIS με πιστοποίηση

Τα σεμινάρια βασικών γνώσεων GIS που διοργανώνονται από το ΣΔΑΤΜΒΕ και οδηγούν στη πιστοποίηση “Certified in Basic Principles of Geographic Information Systems” (CBPGIS) – «Πιστοποιημένος στις Βασικές Αρχές των Γεωγραφικών Συστημάτων Πληροφοριών» της ACTA ανακοινώθηκαν εκ νέου με νέες ημερομηνίες (19 Ιαν – 6 Φεβ 2015).

Μπορείτε να δείτε τη πλήρη ανακοίνωση εδώ


Spatialists: Geocoding Twitter users – The #SwissGIS map

Recently, I’ve been experimenting with some Twitter-oriented hacks together with my friend Tom. A very preliminary result of these activities is what I call the #SwissGIS map.

Some, just a little, history: Over the last few years, I have been collecting Switzerland-based Twitter users that talk about topics around GIS, cartography, webmapping and geomatics on a list called SwissGIS. Find it at https://twitter.com/rastrau/lists/swissgis, if you are interested in GIS-related news from Switzerland. The list is quite diverse in several respects: for one, it features GIS users, developers, OSMers, cartography specialists and other groups. Given we’re talking of Switzerland it is also multilingual, with English, German and French making up the bulk of tweets.

The internal network of users on the #SwissGIS list, as of February 2013

The internal network of users on the #SwissGIS list, as of February 2013

I’ve visualised the #SwissGIS list before on the Ernst Basler + Partners geoinformatics blog. There are also re-publications in French and Italian.

This time, we went for a more spatial representation of #SwissGIS users. By now, the list features 167 members, more than 100 more than when the above visualisation was made. Click through for the interactive version:

The process for creating this map was as follows: Using the Twitter API, we acquired data on all#SwissGIS members (with public accounts), extracted the profile location (if it was stated by the user), geocoded that information (if possible) and put it on a map with the user’s profile icon.

The heavy lifting was done in Python with Mike Verdone’s Twitter API wrapper. The map is built using the versatile Leaflet library and features OpenStreetMap tiles styled and served by Mapbox.

La Cartoteca: Earth View, una extensión de Chrome para adictos a los mapas

¿Utilizas Chrome como navegador web? ¿Sientes pasión por los mapas y la geografía? Si la respuesta a estas dos preguntas es afirmativa, la extensión Earth View para Chrome te va a encantar. No tiene una utilidad concreta, más allá de lo puramente estético.

earth_view

Una vez activada, cuando abramos una nueva pestaña, aparecerá a modo de tapiz una bella imagen de satélite de entre las miles con las que cuenta Google Maps. Se puede continuar navegando sin problemas, simplemente se trata de un fondo de pantalla para la pestaña. Si se quiere ampliar información sobre la imagen que aparezca en cada momento, no habrá más que pinchar en la esquina inferior derecha, sobre el icono correspondiente.

| Vía Geoawesomeness |

Earth View, una extensión de Chrome para adictos a los mapas apareció originalmente en La Cartoteca, noviembre 1, 2014.

Dynamick: Gmail Inbox, un nuovo modo di concepire la posta elettronica

Sono soli 2 giorni che uso Gmail Inbox e già me ne sono innamorato. La “vecchia” Gmail in confronto mi sembra superata e anche questa volta ho pensato che Google ci vede bene e lungo.

Chi usa la posta elettronica  si sarà reso conto che l’email può essere intesa come un lista delle cose da fare: ad ogni messaggio corrisponde una nostra azione che può essere semplicemente un “segna come già letto”, oppure necessita di risposta. In alcuni casi vi sarà anche capitato di mandarvi a voi stessi un’email per ricordarvi qualcosa.

Gmail Inbox ha captato questa esigenza, l’ha resa esplicita ed ha trasformato la nostra casella di posta di una “to-do list“.

Prima con Gmail…

Questo è la mia “vecchia” casella di posta Gmail:

gmail

Adesso con Inbox

Ora la mia casella di posta è vuota, perchè tutte le mie email sono state marcate come “completate“. In ogni caso, posso trovare i messaggi nella cartella “completati” o usare la ricerca per trovare un messaggio specifico.

inbox

Altre considerazioni

Questo è il concept rivoluzionario di Inbox che contempla comunque altre innovazioni, come la possibilità di appuntare i messaggi, di posticiparli ad una data specifica o di raggrupparli in modo più versatile rispetto a Gmail.

Inviti per Gmail Inbox

Mi rimangono un paio di inviti per provare Inbox. Se a qualcuno interessa, me lo scriva nei commenti.

L'articolo Gmail Inbox, un nuovo modo di concepire la posta elettronica sembra essere il primo su Dynamick.

Geofumadas: Los finalistas de los Be Inspired 2014

El 6 de Noviembre se estará realizando en Londres, la premiación anual de los premios Be Inspired.  Esta fecha coincidirá con la conferencia sobre tecnologías aplicadas a la gestión de infraestructuras inteligentes, que será los días Martes, Miércoles y Jueves.  Aquí, quienes atendamos la Conferencia podremos participar de 6 interesantes foros, sobre Visión de Futuro, Servicios Públicos, Gestión de Energía Renovable, Transporte y Edificios Inteligentes.

be inspired Los finalistas de los Be Inspired 2014

9 Jurados independientes tendrán la tarea de valorar los 54 proyectos, que por ahora son finalistas y que provienen de 49 diferentes países, distribuidos de la siguiente manera:

  • América del Norte: 16
  • Asia: 14
  • Europa: 11
  • España y Latinoamérica: 6
  • Oceanía: 4
  • Medio Oriente: 3
  • Africa: 1

En esta ocasión por parte de América Latina y España sobresalen al menos 6 proyectos que he marcado en rojo para que los puedan identificar con facilidad:

  • España y Uruguay en Proyectos relacionados con la Gestión del Territorio, que de nuevo ha sido incluido en esta edición,
  • Perú en Minería y Metales,
  • y, Brasil que compite en tres categorías: en Transporte, Carreteras y Sistemas Fluviales.

Estos son los finalistas

Innovación en gestión de ciclo de vida

  • Agrium Inc. – Agrium Vanscoy Potash Operations Reliability Improvement Project – (Vanscoy, Saskatchewan, Canadá)
  • Severn Trent Water Ltd – EToN 6: Technology in Street Works – (Midlands, United Kingdom)
  • Tenaga Nasional Berhad – Asset Performance Management at Tenaga Nasional Berhad Power Plants – (Kuala Lumpur, Malaysia)

Innovación en Puentes

  • Anhui Transport Consulting & Design Institute Co., Ltd – Second Wuhu Yangtze River Highway Bridge – (Wuhu, Anhui, China)
  • Hanson Professional Services Inc. – Alaska’s Northern Rail Extension: Tanana River Bridge – (Salcha, Alaska, United States)
  • HDR – Tappan Zee Hudson River Crossing: The New NY Bridge – (Westchester, New York, United States)

Innovación en Edificios

  • John Portman & Associates – Yinchuan Greenland Center – (Yinchuan, Ningxia Hui Autonomous Region, China)
  • Morphosis Architects – Emerson College Los Angeles – (Los Angeles, California, United States)
  • MWM Architekci Sp. z o.o. – Hotel Arłamów – (Ustrzyki Dolne, Podkarpacie, Poland)

Innovación en Construcción

  • Arabtec Construction LLC – Fairmont Hotel – (Abu Dhabi, United Arab Emirates)
  • Jacobs – EPC Success Using ConstructSim – (Houston, Texas, United States)
  • Michigan Department of Transportation – ProjectWise: A Change in Construction – (Michigan, United States)

Innovación en Gobierno

  • City of Eindhoven – 3D City and IFC Integrated – (Eindhoven, Noord-Brabant, Netherlands)
  • Kokusai Kogyo Co., Ltd. – Disaster Prevention and Risk Reduction Project – (Nagano Prefecture, Japan)
  • Ordnance Survey Ireland – A New Authoritative Spatial Data Infrastructure for Ireland – (Dublin, Ireland)

Innovación en Gestión y Desarrollo Territorial

  • Arup – Civil BIM Implementation for Campus Projects in Qatar – (Doha, Qatar)
  • Barcelona Regional S.A. – Sediment Balance of the Beaches of Barcelona (Barcelona, Spain)
  • Cathie Associates – Montevideo Multipurpose Harbour – (Montevideo, Uruguay)

uruguay be inspired Los finalistas de los Be Inspired 2014

Innovación en Megaproyectos

  • Guangdong Hydropower Planning & Design Institute – 3D Design for Qingyuan Pumped Storage Power Station: Detailed Design and Construction – (Qingyuan, Guangdong, China)
  • Jacobs and Bouygues Civil Works Florida – Port of Miami Tunnel and Access Improvements – (Miami, Florida, United States)
  • QGC Pty Limited – The Journey from Physical Assets to Digital Assets for the Queensland Curtis LNG Project – (Gladstone, Queensland, Australia)

Innovación en Minería y Metales

  • Ausenco – Constancia Project – (Chamaca and Livitaca, Chumbivilcas, Perú)
  • Ausenco – Goldstrike – (Eureka County, Nevada, United States)
  • Vale Manitoba Operations – T1 Mine, 4160 Level Loading Pocket Redesign and Rebuild – (Thompson, Manitoba, Canada)

Innovación en Plataformas Marinas

  • Dockwise Shipping B.V. – SHWE Transportation and Installation – (Bay of Bengal, Myanmar)
  • Orca Offshore – Centrica F3-FA Self-installing Platform – (Dutch North Sea, Netherlands)
  • SNC-Lavalin UK Limited – Mariner Jacket Detailed Design – (Aberdeen, Scotland, United Kingdom)

Innovación en Generación de Energía

  • Hitachi-GE Nuclear Energy, Ltd. – Development of Decommissioning Engineering Platform Based on Plant 3D Model – (Japan)
  • I.Y. Genesis Advanced Engineering Ltd. – Bobo II-III 54 MW Power Plant – (Bobo-Dioulasso, Burkina Faso)
  • Kavin Engineering And Services Private Limited – Power Plant for Garraf Development Facility Operation – (Iraq)

Innovación en Procesos de Manufactura

  • 3DDraughting – LPG Import and Storage Terminal – (Saldanha Bay, Western Cape, South Africa)
  • Eastman Chemical Company – Eastman’s Journey to a New Global Information-sharing Platform – (Kingsport, Tennessee, United States)
  • Tianjin MCC20 Construction Co., Ltd – 1×600m2 Sintering Machine Phase-I Project – (Rizhao, Shandong, China)

Innovación en Optimización de Proyectos

  • Bechtel – Vauxhall Underground Station: Congestion Relief and Step-free Access Project – (London, United Kingdom)
  • J.L. Patterson & Associates, Inc. – Tehachapi Mountains Double Track Project – (Tehachapi, California, United States)
  • MMC Oil & Gas Engineering Sdn Bhd – MMCOG Integrated Data Administration – (Kuala Lumpur, Malaysia)

Innovación en Transporte y Ferrocarriles

  • Hatch Mott MacDonald – Intelligent Rail Signal Design via 2D Schematics and 3D Models – (Mississauga, Ontario, Canada)
  • JM Souto Engenharia – Detailed Project for the Adequacy of the Alternative Railway Route – (Congonhas, Minas Gerais, Brazil)
  • Track Access Services Ltd – Track Access Survey and Sighting – (United Kingdom)

Innovación en Carreteras

nueva zelanda puente Los finalistas de los Be Inspired 2014

  • Engevix Engenharia, Themag Engenharia, and Planservi Engenharia – Santos Guarujá Tunnel – (Santos and Guarujá, São Paulo, Brazil)
  • Washington State Department of Transportation – I-90: Snoqualmie Pass East, Phase 1A through Phase 2A – (Hyak, Washington, United States)
  • Well-Connected Alliance – The Waterview Connection – (Auckland, New Zealand)

Innovación en Ingeniería Estructural

  • Beijing Building Construction Research Institute Co., Ltd.; Beijing Institute of Architectural Design; National Astronomical Observatories, Chinese Academy of Sciences – Five-hundred-meter Aperture Spherical Radio Telescope (FAST) – (Karst, Guizhou, China)
  • D&H Steel Construction – Westgate Footbridge – (Waitakere, Auckland, New Zealand)
  • Fitzpatrick Engineering Group – Octapharma Blood Plasma Facility – (Charlotte, North Carolina, United States)

Innovación en utilidades y Redes de Servicios

  • China Southern Power Grid Research Center – Zhaotong Converter Station – (China)
  • ElectraNet – Bentley Substation Implementation and Integration into ElectraNet SOP – (Adelaide, South Australia, Australia)
  • Time Warner Cable – An Enterprise GIS Strategy for Increased Revenue and Lower Costs Using Bentley’s Communications Solution – (Centennial, Colorado, United States)

Innovación en Suistemas de Aguas, Alcantarillados y Plantas de Tratamiento

  • CH2M HILL – Skyway Wastewater Treatment Plant Phase II Expansion – (Burlington, Ontario, Canada)
  • MWH – Seafield Wastewater Treatment Works Thermal Hydrolysis Plant – (Edinburgh, Scotland, United Kingdom)
  • Power China Central Southern Geotechnical Design Institute Co., Ltd. – 3D Collaborative Design Accelerates Industry Revolution: The Standardized Design and Application of Water Project – (Qingzhen, Guizhou, China)

Innovación en modelado de Aguas fluviales y redes de agua servida

  • AECOM India – Delhi Jal Board – Sewerage Master Plan – 2031 for NCT of Delhi – (New Delhi, Delhi, India)
  • Manila Water Company, Inc. – Marikina North Project – (Marikina City, Philippines)
  • Sabesp – Overview and Supervision: Cantareira Water Supply System – (São Paulo, Brazil)

La entrada Los finalistas de los Be Inspired 2014 aparece primero en Geofumadas.

Dynamick: Le estensioni di Chrome che uso: web development e utility

Da un paio di anni Chrome è diventato il mio strumento primario per lo sviluppo web. Le sue estensioni sono la ciliegina sulla torta che lo completano e, appunto, lo estendono con funzionalità aggiuntive.
In questo articolo vorrei elencarvi le estensioni che uso quotidianamente, sia per lavoro sia nell’uso quotidiano.

estensioni-chrome-webdevel

Awesome Screenshot: Cattura e annota. 3.7.18

Fotografa l’intera pagina o la parte visibile o solamente una zona selezionata, per poi utilizzarla per scrivere annotazioni con frecce, cerchi, e testi. Infine con un click si può condividere lo screenshot o semplicemente salvarlo su disco.

awesome screenshot

Eye Dropper 0.3.6

Eye Dropper è un’estensione open source che mi permette di catturare i colori in tempo reale di un punto sulla pagina web corrente. Ha poi lo storico dei colori selezionati e un color picker per eventuali post elaborazioni del colore.

Font Awesome Icon Picker 1.1

Le librerie di font icons sono diventate uno standard per mostrare icone nel web. La più famosa libreria è sicuramente Font Awesome che vive in simbiosi con il front-end framework Twitter Bootstrap. Font Awesome Icon Picker è l’estensione per Chrome che mi permette di selezionare velocemente l’icona che sto cercando direttamente dal browser.

font awesome

JSONView 0.0.32.2

Valida e mostra in modo chiaro i documenti  JSON.

Ripple Emulator (Beta) 0.9.15

Chi ha già sviluppato applicazioni con Phonegap o Cordova saprà già di cosa si tratta. E’ un’estensione appositamente creata per simulare il browser di uno smart device e testare su di esso app sviluppate con la tecnologia di Cordova.

Ora tocca alle estensioni per l’uso quotidiano:

Silver Bird 1.9.10.2

Silver Bird è un’estensione di Twitter che ti permette di seguire le timeline ed interagire con i tuoi account Twitter. Lo uso quotidianamente quando posto qualche tweet direttamente dalla pagina web che voglio segnalare.
Silver bird

Google Traduttore 2.0.0

Visualizza facilmente le traduzioni mentre navighi sul Web. Lo uso per tradurre parole e frasi in tempo reale direttamente dalla pagina web semplicemente selezionandole, oppure per tradurre testi di cui ho bisogno per pubblicare post o per inviare email.

Google Publisher Toolbar 5.0.5

Visualizza i dati relativi ai tuoi annunci e account AdSense. Per avere sempre sotto controllo gli incassi Adsense con un semplice click.

L'articolo Le estensioni di Chrome che uso: web development e utility sembra essere il primo su Dynamick.

TANTO: Fra poco il GFOSS DAY 2014

Il 6 e il 7 novembre 2014, ad Ancona, si terrà l’edizione di quest’anno del GFOSS DAY.

Il GFOSS DAY è un evento promosso dall’Associazione Italiana per l’Informazione Geografica Libera (GFOSS.it) della durata di due giorni, durante il quale vengono presentati i migliori lavori sull’utilizzo, lo sviluppo e la diffusione delle applicazioni libere e a codice aperto (Free and Open Source Software) in ambito GIS.

Vengono inoltre trattati argomenti sui dati aperti (Open Data) geografici. Durante la conferenza ci sarà anche la possibilità di conoscere nuovi software attraverso workshop, tenuti dai più importanti contributori italiani al software libero geografico. Lo scopo principale della manifestazione, giunta quest’anno alla settima edizione, è quello di coinvolgere imprese, enti pubblici, scuole, università, centri di ricerca, sviluppatori, cittadini, operatori del settore ed appassionati ai temi del software libero geografico e degli open data.

Tutti i dettagli su Programma, Luoghi, ecc. sulla pagina ufficiale.

logo_gfoss

L'articolo Fra poco il GFOSS DAY 2014 è apparso originariamente su TANTO. Rispettane le condizioni di licenza.

TANTO: Il rischio idrogeologico, la Regione Siciliana e l’informazione civica

Preso dalle tante sollecitazioni arrivate dall’emergenza maltempo a Genova, Parma e Alessandria, ho pensato di iniziare a raccogliere dati e informazioni legate al Rischio idrogeologico in terra di Sicilia.
Ho constatato una barriera di accesso alle informazioni sui siti ufficiali della Pubblica Amministrazione, e anche le notizie reperibili attraverso articoli giornalistici, non riescono a dare una risposta chiara ad una domanda semplice: sono in pericolo?

Fornire gli strumenti per dare una risposta, significa fare una buona informazione civica, un obiettivo alto e stimolante per chi gestisce la cosa pubblica, ma che alle volte non è nemmeno abbozzato.

Per valutare il mio rischio devo rispondere almeno ad altre due domande:

  • vivo vicino ad un rischio naturale?
  • se sì, quanto è elevato?

I contenuti utili a definire la cosa sono disponibili, ma non permettono di passare dalla propria e personale conoscenza del territorio alla sua rappresentazione istituzionale.

Ho concentrato la mia ricerca sul rischio idrogeologico e sono “caduto” in questo articolo del Giornale di Sicilia: nella mia regione ci sarebbero 22 mila aree a rischio.
Il progetto di riferimento è il PAI (Piano di Assetto Idrogeologico), “lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni, gli interventi e le norme d’uso riguardanti la  difesa dal rischio idrogeologico del territorio siciliano“.
Il sito web ufficiale è http://www.sitr.regione.sicilia.it/pai/, tenuto aggiornato nel tempo e ricco di pagine contenenti numerosi allegati (essenzialmente file PDF, compressi in file .zip). Mi aiuta a rispondere alle questioni poste sopra?

Non credo, salvo non conoscere ad esempio i nomi dei bacini idrografici locali, cosa ignota al 99 % delle persone che frequento. Ma anche sapendo il nome del bacino – ad esempio “Torrente Saponara, Area Territoriale tra i bacini T.te Saponara e F.ra Niceto” – ci si trova davanti a barriere di comunicazione come quella dell’immagine di sotto.

pai_folder

Qual è il significato del nome di questi file? Ne apro qualcuno, guardo un po’ dentro e cerco di capire? Non credo possa essere così, e sicuramente non può essere solo così.

Dati come questi devono essere pubblicati anche in maniera immediatamente comprensibile e leggibile da tutti: me, mia mamma, un giornalista, un pittore, un tecnico comunale, mio nipote il grande, il vicino di casa e financo da Gerlando.
Solo come esempio, per quell’insieme di persone che ha accesso al web, una semplice mappa come questa dà un’informazione che è subito comprensibile ad una platea vasta: dovo sono le aree a rischio frana in Sicilia, e qual è il grado di rischio.

sicilia_rischio_frane_pai_t

Non scrivo tutto questo per fare una critica al PAI, è un progetto che non conosco e che immagino essere di qualità.

La barriera non è la presenza/assenza delle informazioni ma il loro scarso grado di utilizzabilità civica. Sarebbe auspicabile una collaborazione con la cittadinanza per trovare le modalità per superarla. Il risultato può essere proprio una mappa facilmente comprensibile da tutti.
Si tratta di un problema molto più semplice di quello del rischio idrogeologico, cionondimeno affrontarlo e risolverlo sarebbe una scelta politica con benefici a catena per tutti.

Invito la Regione Siciliana a costruire sul tema del rischio idrogeologico (e sul rischio in generale) una strategia di comunicazione e di informazione civica di qualità, senza barriere e ad ampio spettro.
Ad aprire di più e meglio i dati relativi, in modo che possano essere realizzate analisi e rappresentazioni del tema che oggi nemmeno immaginiamo. La carta interattiva di sopra, è stata implementata grazie a 2 servizi aperti: quello messo a disposizione dal Geoportale Regione Siciliana (special thanks ad Agostino) e l’ortofoto RealVista.

Una delle conseguenze dell’apertura dei dati è proprio quella di creare le precondizioni per raccontare meglio il proprio il territorio, in ciò per cui brilla e in ciò per cui è a rischio.
E io di queste storie vorrei poterne leggere tante.

NdR: questo articolo è pubblicato anche sul blog di Open Data Sicilia.

L'articolo Il rischio idrogeologico, la Regione Siciliana e l’informazione civica è apparso originariamente su TANTO. Rispettane le condizioni di licenza.

La Cartoteca: El Atlas Medici de Lorenzo Possi (1687)

Possi_portadaHe aquí una de esas obras que no puedo menos que calificar como delicia cartográfica. Cualquier persona con querencia por los mapas antiguos deseará tenerla en su biblioteca. Se trata de un nuevo e imponente trabajo del equipo de 4 Gatos, en esta ocasión una edición no venal patrocinada por la Fundación Caja de Badajoz, compuesta por un estudio de 280 páginas y reproducción del Atlas Medici de Lorenzo Possi, todo ello en una primorosa edición:

El Atlas Medici de Lorenzo Possi, manuscrito, inédito y absolutamente desconocido hasta la fecha, contiene 34 planos y 18 vistas de localidades relacionadas con la carrera profesional de Lorenzo Possi como ingeniero militar (entre 1667 y 1678), además de cuatro planos generales: uno de la frontera hispanoportuguesa, otro de Cataluña, un tercero de la zona pirenaica catalana y finalmente un cuarto del Rosellón. En actualidad se encuentra depositado entre los fondos antiguos de la biblioteca del Museo Galileo de Historia de la Ciencia de Florencia (Italia), a donde llegó en 1929 tras pasar por la Biblioteca Cesarea Medicea Palatina, el Real Museo de Física e Historia Natural de Florencia y la Universidad de Florencia…

Más información: El Atlas Medici de Lorenzo Possi.

El Atlas Medici de Lorenzo Possi (1687) apareció originalmente en La Cartoteca, octubre 22, 2014.

La Cartoteca: Disponibles online las imágenes del Vuelo Americano Serie A (1945/46)

Los fondos de fotografía aérea de cierta antigüedad son toda una mina de oro a la hora de realizar estudios de evolución de paisajes, análisis de infraestructuras, poblamiento y hasta en arqueología. Por eso, me ha alegrado mucho conocer esta mañana que la Fototeca del CNIG ha puesto a disposición de todos las imágenes de un vuelo “olvidado”. Se trata de las imágenes de uno de los “vuelos americanos”. El ejército de los Estados Unidos realizó dos series completas de vuelos fotográficos sobre España. El más conocido era hasta ahora el de la Serie B, llevado a cabo entre 1956 y 1957. Las imágenes que se ponen a disposición del público ahora corresponden a los vuelos de la Serie A, que se realizó entre 1945 y 1946.

| Vía Blog IDEE | Acceso a la Fototeca del CNIG |

Ejemplo de mosaico creado con tomas del del “Vuelo Americano, Serie A” sobre la localidad de Guardo (Palencia). 1945-46.

Vuelo sobre Guardo (1945-46)

Disponibles online las imágenes del Vuelo Americano Serie A (1945/46) apareció originalmente en La Cartoteca, octubre 21, 2014.

Terra Observer: Daily Overview

Bo Ziemi widzianej z góry nigdy za wiele.

Terra Observer: Webcarto - lista serwisów WMS

  • Ładne,
  • aktualne,
  • użyteczne,
  • i dobre, bo polskie (choć po angielsku).
webcarto - baza usług sieciowych wzbogacona o dodatkowe narzędzia takie jak czytelna interpretacja zapytania GetCapabilities czy monitoring działania serwera mapowego. Krótko mówiąc: warto dodać do zakładek :)




年会費無料のETCカードってあるの?: レンタカーとカーシェアは運転する時間や用途によります

たいていの場合、レンタカーとはお金を払って車を一日単位で借りられるシステムです。

そのため主な利用者は車を持っていない人で、旅行やドライブなど長時間車を使いたいという人がレンタカーを利用します。

 

そしてカーシェアリングもお金を払って車を借りるという点ではレンタカーと一緒です。

しかし何人かの人と一緒に一台の車を借りるというシステムで、その分一人の人が車を使える時間はレンタカーに比べると非常に短いのが特徴です。

 

また会員制という形をとっているカーシェアリングが主で、基本料金を払うものもあれば、そうでないものもあります。

また10分から15分単位での貸し出しを行っているところが多く、一回当たり数百円での利用が可能なものもあります。

 

先にも述べたように、旅行やドライブなどで長時間車を使用したいというケースではレンタカーを利用するほうがよいでしょう。

しかしちょっとした買い物や家族の送り迎えなど、それほど時間を必要としない用事のために車を運転したいというのであれば、カーシェアリングがお得です。

 

このようにレンタカーは車が一日必要であるという旅行などの大きなイベント時に利用でき、カーシェアリングはどちらかというとちょっとした用事を済ませるために車が必要だという人向けのシステムです。

 

いずれにせよ高い車の維持費を払って車を所有するのではなく、必要なときにだけ車を使いたいという人にとってレンタカー、そしてカーシェアリングは非常に便利です。

neogeo: Sécurité des Systèmes d’Information

Le moment paraît bien choisi. Depuis mercredi, la découverte d’une vulnérabilité béante dans « bash », l’interpréteur de commande le plus répandu dans le monde Linux, et aussi utilisé par OS X, vulnérabilité relativement facile à exploiter même si elle est un peu plus complexe à expliquer, illustre une fois de plus, après HeartBleed en mars, que nos systèmes informatiques sont faillibles, quelque puisse être la méticulosité des développeurs et testeurs. Ils sont faillibles car ils sont complexes et mobilisent de nombreux sous-systèmes. Ils sont faillibles car de nombreuses personnes vont s’employer à y percer des trous.
Forts de ce constat, effectué en conjonction de l’épisode HeartBleed et de vilaines attaques DDOS sur des infrastructures amies, nous avons entrepris de doter Neogeo Technologies d’une compétence, car il en faut, en sécurité des systèmes d’information. C’est en effet un métier, doté d’un savoir-faire, associé à une expertise. C’est pourquoi nous avons recruté un expert en sécurité, Wannes Rombouts, jeune et talentueux hacker, à peine sorti de l’Epitech mais déjà découvreur et patcheur de nombreuses vulnérabilités, notamment sur le noyau Linux.
La sécurité informatique est étroitement associée à la notion de risque. Est-ce que mon installation risque de se faire attaquer ? A quel type d’attaque ? Y résistera-t-elle ? S’en remettra-t-elle ? Comme pour les risques naturels, cela se modélise en termes d’aléas (le truc qui peut arriver : attaque DDOS, exploitation de vulnérabilité, intrusion…) et d’enjeux (que se passe-t-il si le système est endommagé ? S’il y a un vol de données, de comptes utilisateur ?). On retrouve alors l’équation risque = aléa x enjeu, avec les notions connexes de vulnérabilité, de résistance et de résilience (capacité à se remettre d’une attaque).
Pour chacun de ces aspects nous proposons ainsi désormais des prestations, standardisées ou sur-mesure que nous pouvons ranger dans trois catégories complémentaires :

Information

  • Newsletter Neogeo Sécurité pour vous tenir au courant de l’actualité « sécurité », et relayer de manière didactique (évaluation des risques) les principales nouvelles vulnérabilités découvertes. Inscription libre depuis ce formulaire.

  • Liste de diffusion restreinte Neogeo Sécurité. Pour recevoir une veille personnalisée en fonction de votre infrastructure et de vos besoins. Accès sur abonnement payant (100 € / an).
  • Organisation de séminaires et de sessions de sensibilisation des personnels techniques et moins techniques aux menaces sur les systèmes informatiques et aux bonnes pratiques pour s’en prémunir.

Investigation

  • Audits applicatifs et tests d’intrusion (boite noire/grise/blanche) :
  • Audit de code source : examen du code pour découvrir des vulnérabilités à de mauvaises pratiques de programmation ou des erreurs de logique.
  • Audit de configuration : vérification de la mise en œuvre de pratiques de sécurité conformes à l’état de l’art sur les dispositifs matériels et logiciels et leurs diverses configurations.
  • Audit d’architecture : prestation plus complète, elle consiste, comme l’audit de configuration, en la vérification de la conformité des pratiques de sécurité mais aussi des choix technologiques et organisationnels qui ont présidé à l’élaboration du SI.

Intégration

  • Intervention amont lors de la conception et du développement d’applications pour identifier et corriger les problèmes de sécurité le plus tôt possible et sensibiliser les développeurs à ces notions.
  • Sécurisation avancée et personnalisée de votre SI.
  • Formations spécifiques

 

Ces diverses prestations s’adressent évidemment à toute organisation, publique ou privée, souhaitant renforcer sa sécurité informatique ou s’assurer de sa qualité. Forts de nos compétences en SIG, nous développerons également une veille particulière sur ces environnements, et notamment les plateformes SIG en ligne, afin que, si les flux INSPIRE et Opendata se croisent et s’entremêlent, ils ne soient pas des vecteurs de vulnérabilité.

Pour toute question complémentaire, merci de vous adresser à security[arobase]neogeo-online.net.

neogeo: Question de vocabulaire

Ce vendredi calme de septembre, qui n’a même pas vu encore l’équipe GeoTribu nous faire profiter de sa revue de presse, et où on s’emmerde donc un peu — car il n’est pas question de commencer quoi que ce soit d’exigeant aussi près d’un week-end mérité — est le moment idéal pour revenir sur un sujet qui me tient à cœur et sur lequel, sans faire de mal aux mouches, j’aimerais rétablir quelques vérités premières. Dans notre monde Inspiré dans lequel les données sont moissonnées, visualisées et téléchargées par la grâce de flux aussi interopérables d’indispensables à la survie de l’espèce, on peut lire ça et là (je ne dirai pas où se trouvent ni ça ni là, mais ils existent) des horreurs phraséologiques du type :

  • j’ai publié mes données au format WMS
  • nos flux respectent le protocole WFS
  • nos services fonctionnent avec le standard HTTP

Il y a parmi les trois termes techniques utilisés ici (format, standard et protocole) des confusions d’usage et de sens qu’il s’agit de réparer. La faute n’en revient d’ailleurs pas aux utilisateurs généralement, car pourquoi un flux WMS ne serait-il pas au format WMS ? Parce que.

Parce que dans le monde informatique, et dans le web en particulier, la notion de format s’applique à la représentation de la ressource demandée. Dans le contexte du WMS, la ressource étant la donnée cartographique et la représentation l’image que vous voulez en voir, le format est bien entendu le PNG, le GIF, le JPEG ou quelque autre format d’image que vous aurez choisi. En WCS il s’agira plutôt de TIFF, voire de BMP. Quand on parle de format, il s’agit donc de ce qu’on reçoit, et pas de ce qu’on utilise pour le demander.

Le WMS/WFS/WCS/WTF n’est pas un format, c’est une interface. C’est l’OGC qui le définit comme ça (simple HTTP interface : http://www.opengeospatial.org/standards/wms) et la page Wikipédia qui se fourvoie en y voyant un protocole (je ne corrige pas tout de suite, pour conserver l’illustration). Une interface c’est un truc qu’on met entre deux composants informatiques (ici un client et un serveur) pour leur permettre de communiquer via des messages standardisés. Les standards OGC sont des modalités de dialogue à utiliser en HTTP. Mais qu’est-ce que HTTP vient faire là ? C’est pas le truc des navigateurs web ça ? Justement, il s’agit du protocole (HyperText Tranfert Protocol). Et qu’est-ce qu’un protocole ? Une manière de parler mais aussi de s’interpeler, de se répondre, de ne pas mettre les doigts dans son nez etc. Un ensemble de bonnes manières pour se comporter avec les autres, de la salutation à la sanction. Dans le modèle OSI, HTTP est un protocole de niveau applicatif (comme le FTP), alors que TCP est au niveau transport et IP au niveau réseau (voir http://fr.wikipedia.org/wiki/Mod%C3%A8le_OSI).

Donc en reprenant ces quelques éléments, on peut expliquer les choses ainsi : dans le monde du SIG sur le web, les règles de conduites sont édictées par HTTP qui permet la construction de standards facilitant l’échange d’informations et d’instructions, échanges qui se font selon des formats divers allant du XML au JSON en passant par de l’image, selon la nature de la demande.

Et tout de suite, ça va mieux non ?

Spatialists: Be nice to your sysadmin

Sysadmin Appreciation Day was exactly two months ago, but this gem shared by Bill Morris is too good to pass up on:

(source)

Then there’s of course also this classic by Randall Munroe:

xkcd hover text: "The weird sense of duty really good sysadmins have can border on the sociopathic, but it's nice to know that it stands between the forces of darkness and your cat blog's servers."

(source)

Spatialists: The Data Worker’s Manifesto

This article is a re-post of an article that first appeared on www.geo.ebp.ch.

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Last week I gave a talk at the 8th instalment of the GeoBeer series on EBP’s Zurich-Stadelhofen premises and sponsored by EBP and Crosswind. It was titled State of the Union: Data as Enabling Tech‽

You can check out the whole slidedeck on my private website (The slides are made with impress.js and best viewed in Chrome. Please ignore my horrible inline CSS..)


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I’m quite sure it’s not best practice to give one’s talk an unintelligible title. Nevertheless, that’s what I did, so let me explain what the different parts mean:

I chose “state of the union” as a fancy way of expressing that I’m directing my talk primarily at fellow geoinformation and data people.

With “data” we usually refer to raw observations of some phenomenon. We’ll discuss later, how helpful that definition turns out to be.

“Enabling tech” would usually expand to “technology” and the term is used to denote a technical development that makes novel applications possible in the first point. However, in the context of this talk it may be worthwhile to keep the 2nd potential meaning of the stub “tech” – “technique” – in mind, as well.

Finally, the  is called an interrobang and nicely reflects the semantic ambivalence of combining ? and ! into one punctuation mark.


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Sometime in the last decade, we as a society have moved from a situation where data was usually scarce to one where (many forms of) data are abundant. Where before, the first step of analysis was often one of interpolation between valuable data points, we now filter, subsample, and aggregate our data. Not all domains are the same in this respect, obviously. But I think the generalisation pretty much holds, as (often ill-applied) labels such as “big data” or “humongous data” indicate. (Well, the latter is obviously a joke; but think about why it works as such.)

Big drivers of this development are a) the Web and its numerous branches and platforms and b) smartphones, tablets, phablets and what have you, or more broadly speaking: embedded sensors, GPS loggers, tracking and fleet management systems, automotive sensors, wearables, ‘self-tracking’ or ‘quantified-self’ technology, networked hardware such as appliances (think Internet of Things) and the like.

In what follows I’m going to talk primarily on crowdsourced data. (In other contexts, crowdsourced (geographic) data is also called e.g. Volunteered Geographic Information, VGI, (a term fraught with problems), or User-Generated Content, UGC.) But some of the assertions also hold for data in general.


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Crowdsourced data, i.e. data that:

– is gathered from many contributors,

– in a decentralised fashion,

– following (at best) informal rules and protocols,

– voluntarily, unknowingly or with incentives,

has some issues.

The large-scale advent of this crowdsourced data of course coincides with the development of the so-called Web 2.0 (in German also referred to as the ‘participation Web’), where anybody could not just be a consumer, but also (at least, in theory) a producer, or: a produser. Or so we were told.


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But: crowdsourced data is biased

This map shows OpenStreetMap (OSM) node density normalised by inhabitants (compiled by my OII colleagues Stefano de Sabbata and Mark Graham).

Assuming (somewhat simplifying) that the presence of people effects the build-up of infrastructure, in an ideal world this map would feature a uniform colour everywhere. However, there are regions where relative data density in OSM exceeds that of other regions by 3–4 orders of magnitude! Compare this to the density of placenames in the GeoNames Gazetteer!

Clearly, offering an “open platform” and encouraging participation is not enough to really level the playing field in user-generatation of content. In some regions people might not have the means (spare-time, economic freedom, hardware, software, education, technical skills, access to stable (broadband) Internet, motivation) to participate or they might e.g. have reservations against this kind of project or the organisations behind it.

Spatially heterogeneous density is just one example of bias we find in crowdsourced data. Another one is termed user contribution bias, where a very small proportion of contributors (think Twitter users, Flickr photographers, Facebook posters, …) creates a large proportion of the data. Depending on the platform we see very lopsided distributions with few percent of users being behind a large share of the content. In his Master’s thesis, Timo Grossenbacher found that in his sample of Twitter, 7% of the users created 50% of the tweets. Despite all techno-optimism: clearly, not everyone is a produser and clearly not all contributors create equal amounts of content!


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Talking of different kinds of bias: OSM has also been found sexist, for example. OSM contributors (like in many crowdsourcing initiatives) are, as a tendency, young, male, technologically minded, with above average education. Narrow groups of contributors may, inadvertently or consciously, favour their own interests in creating content.

OSM’s “bottom-up data model” (basically, the community discusses and decides what is mapped how) gives contributors allocative power, i.e. what most people (or the most industrious contributors?) adopt as their practice has good chances to evolve into community (best?) practice.


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Further, some patterns in crowdsourced data may be very surprising.

One example this talk has already touched upon is user contribution bias, where a small group dominates the crowdsourcing activity. A more complicated example of surprising insights hidden in crowdsourced data is in the figure on the left. Remember that in Wikipedia, the self-declared repository for the sum of all human knowledge it’s well known, that the spatial distribution of geocoded and “geocode-able” articles is strongly biased. A map I made with my colleagues at the OII shows that a part of Europe features as many Wikipedia articles as the rest of the world. (By the way, there is this interesting Wikipedia page that discusses all kinds of biases that affect Wikipedia.)

Now, as the figure shows, despite this known severe lack of content e.g. in the Middle East and North Africa (MENA), only about a third of edits that are made by contributors in that region are about articles in the same region. Surprisingly, a large proportion of MENA’s (in absolute terms low) editing activity is geared towards contributing to articles outside their own region, about phenomena in North America, Asia and Europe. If you expected, as many people do, that contributors edit mostly about phenomena in their immediate environment and that they tend to “fill in gaps” in content, this insight comes as a surprise.

Cultural, personal (education, careers, family relations, travel, tourism, …), linguistic, historical, colonial, political, and many more reasons may play into this.


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The new abundance of data, the proliferation of open (government) data, APIs and the current popularity of information or data visualisation (infoviz/dataviz) as well as data-driven journalism (DDJ) has led to many more people and institutions obtaining, processing, analysing, visualising and disseminating data.

While this may be welcomed by data-inclined people in general, unfortunately it sometimes leads to people attaching false meaning to data or to interpreting insights into data that are not supported by it.

This example shows geocoded tweets in response to the release of a Beyoncé album. In my opinion, while technologically interesting, the visualisation has severe flaws in terms of (re)presentation, cartography and infoviz best practices. But: even more importantly, it utterly fails to mention e.g., that a) Twitter users are a highly biased, small subgroup of the general population, that b) the proportion of geocoded tweets is estimated to be in the very low percent numbers (often, < 3% is indicated!), that c) user contribution bias is likely at play, that d) geolocation may be faulty, etc. etc.


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Finally, this figure shows the result of “ping[ing] all the devices on the internet” according to John Matherly of Shodan. This figure and story went viral, it appeared e.g. on Gizmodo, The Next Web, IFLScience!, and many more.

Turns out, if you dig a bit deeper, there are some rather important disclaimers: e.g. a very limited window during which the analysis was reportedly carried out and, more importantly, only pinging devices addressed using IPv4, not considering IPv6. You can read about these on this Reddit thread.

Turns out some countries in Asia that have recently invested heavily into broadband Internet infrastructure and also large parts of Africa where the Internet is mainly used on mobile devices, use IPv6 and thus show up as black holes or rather dark regions on this “map of the Internet”.

Sadly, the relative lack of access to Internet, content and netizens in Africa is a truth (cf. the OII Wikipedia analyses mentioned above). However, the situation, at least in terms of connected devices is not as dire as this map makes you believe!

However, I think the very fact that the map played into this common narrative of unconnected, offline regions is an important factor in its massive proliferation (a.k.a. ‘going viral’). Unfortunately, it seems all this sharing happened without discussions on the data source, data collection method, processing steps, and important disclaimers about the data’s validity and legitimacy – and, let’s face it, very little critical reception and reflection on part of the audience, i.e. us.

The effects? – The original tweet has been retweeted more than 5,500 times! Go figure.


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With these examples in mind, let’s turn to the classic Data-Information-Knowledge-Wisdom workflow or pyramid. In the DIKW mindset, data is composed of raw observations. Only structuring, pattern-detection, and asking the right questions turn data into information. Memorised, recalled and applied in a suitable context, information becomes knowledge. And finally, there’s the wisdom stage that is concerned with ‘why’ rather than ‘what’, ‘when’, ‘where’ and ‘how’ etc.


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Well, turns out, one can argue rather well that ‘raw data’ does not, in fact, exist.

Data – and I would argue also crowdsourced data – is usually collected with an intent, an application in mind or, if not that, at least with a specific method, from a certain group of people, by a defined group of people, using a certain measuring device. Whether this happens implicitly or explicitly and willingly does not matter in this context. Clearly, however, these factors all potentially affect the applications the data can sensibly be used for.

So, there goes the title of my talk: ‘data’ may not actually be ‘raw’. And overly focussing on technology and missing out on the underlying technique can be dangerous!


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Putting it bluntly: Unlike this car, data is never general-purpose.

 

 

 

 

 


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For all these reasons, and because I care about our profession and about what is being done with data in the society at large (think: data-driven churnalism journalism, evidence-based politics, etc.) I would like to propose:

The Data Worker’s Manifesto.

It consists of only few, easily memorised principles:


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Know your data!

Know the sources of your data, collection methodology, the sample size and composition, consistency, pre-processing steps possibly carried out by others or by yourself, more generally: the lineage, biases, quality issues, limitations, legitimate appliations and use cases. Know all these very well. If you don’t, try to find out. If you can’t be sure, refrain from using the data.


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Discuss data and how it’s being used.

The Internet and social media are wonderful things where thousands of links are shared. Ever so often you may see an analysis with un(der)-documented input data or methodology.

Reflect critically what others may share blindly. If you have questions: remember, the Web is a two-way street these days. Gently but firmly ask them and make your sharing of, and investment into, any analysis dependent on the answer.


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Create and share metadata!

If you do data-based analyses and produce visualisations, always keep track of what you have done with the data: Did you apply filters? Remove (suspected) outliers? Subsample, downsample, disaggregate, aggregate, combine, split, join, clean, purge, merge, … the data? Document your steps and assumptions and share this metadata to give your collaborators and your audience insight into data provenance and your methodology, along with the results.

If you share your insights in a social media content (e.g. a map as a PNG file), I recommend burning the metadata into the result, i.e. put the metadata somewhere into the content so that it’s hard to remove. Because said content will – at some point – be taken, proliferated, received and analysed out of context. Guaranteed.


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3b is very similar to 3: Create and share metadata!

Seriously: I know metadata is uncool and not sexy at all to maintain. But nothing good comes from not doing it!

 

 


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Experts are valuable.

While the “end of theory” has been proclaimed, I think the “report of [its] death has been greatly exaggerated”.

Being, or being in contact with, a domain specialist is still very valuable. Sometimes, especially for harder, i.e. more interesting, analyses, it’s indispensible. In the very least, expert knowledge may save you from doing something silly with data you don’t completely understand.


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We’re in this together.

I feel we are all still coming to terms with the new opportunities the Web and some of the data-related developments I mentioned provide to us (let alone methodological and computational improvements and societal developments). It can be a bumpy, but in any case an exciting, ride, so let’s buckle up, meet and talk and share our experiences – but that’s obviously why all of you have come to this GeoBeer in the first place!


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I feel that despite all these potential pitfalls we should perceive the abundant data, especially new data types such as crowdsourced and open government data, as huge opportunities!

I’m convinced that, with the right people and the right mindset, we can do great things, privately or politically, that have the potential to improve our respective environments ever so slightly.

I feel that Switzerland as a democratic and affluent country provides us with an especially friendly environment to get involved, in business, in research, and in societal goals.

Thank you all for your attention!

geomaticblog.net: Mapping for the busy cartographer: today moving dots

This article describes how to make a quick map using some nice services we have at our hands. Nowadays almost everyone can create a maps using services like CartoDB, Mapbox, uMap or even Google My Maps. In this case I’ll show how I used the incredible flexibility of CartoDB to combine some Postgres/PostGIS SQL with CartoCSS to animate some dots on top of OSM cartography rendered by Mapbox.

This combination is really unique and convenient, other services only allow you to upload or draw some features and decide some static styling for them. But with this combination, using old SQL you can adapt your data for different uses, with CartoCSS the power of the Mapnik rendering library is available and finally, using the awesome Torque capabilities, animation can be added to our map.

About

The idea of this map is to represent a crowd of cyclists running along the future bike line by the interior ring of the city of Valencia. Tomorrow Sunday 21 September there will be a march to show the interest of city bikers for this line so my idea was to make people think about how the city look like with this (still imaginary) bike lane full of cyclists, instead of cars.

Data preparation

  1. Trace a line that represents the route
  2. Transform the line to EPSG:3857
  3. Make the line denser, placing points every 25 meters using the «Densify geometries given an interval» QGIS processing tool
  4. Convert the line to points (again with Processing) and give them these properties:
    • route it will serve to produce more routes in the future
    • lap to separate the points of the route of other points of interest outside the route
    • id to order the rendering of the points

Visualization

After uploading the dataset to my CartoDB account I’ve created a new visualization that will have these layers:

  1. A blurred line with the route
  2. A point marking the meeting place to start the activity, just in front of the city hall.
  3. The animated points moving over the route

Line

Load the layer paseo and customise the SQL. The SQL is quite self-explanatory, first we filter the points over the line and then we use the ST_MakeLine aggregated function to rebuild our original line.

WITH route AS (
  SELECT *
  FROM paseo
  WHERE route = 1 AND lap>0
  ORDER BY id)
SELECT
  1 cartodb_id,
  ST_MakeLine(the_geom_webmercator) as the_geom_webmercator
FROM route
GROUP BY lap

The styling of this layer is a simple CartoCSS rule with the only trick of a heavy blur filter.

#paseo[cartodb_id=1]{
    line-color: #A53ED5;
    line-width: 8;
    line-opacity: 0.7;
    line-comp-op: lighten;
    image-filters: agg-stack-blur(10,10);
}

Moving dots

This is the most important part of the map, of course. I have a path of points ordered and what I want is to show a more or less crowded ring of people moving. To do it, I’ve created a UNION of ten SELECTs to the table offsetting the id over the full range of id’s. To acieve that I’ve used this long SQL:

WITH route AS (
    SELECT * FROM paseo WHERE lap>0 AND route = 1
),
laps AS (
    SELECT
        cartodb_id, the_geom_webmercator,
        id
    FROM route r1
    UNION SELECT
        cartodb_id, the_geom_webmercator,
        CASE WHEN id  > 25 THEN id - 25 ELSE id - 25 + 254 END id
    FROM route r2
    UNION SELECT
        cartodb_id, the_geom_webmercator,
        CASE WHEN id  > 50 THEN id - 50 ELSE id - 50 + 254 END id
    FROM route r3
    UNION SELECT
        cartodb_id, the_geom_webmercator,
        CASE WHEN id  > 75 THEN id - 75 ELSE id - 75 + 254 END id
    FROM route r4
    UNION SELECT
        cartodb_id, the_geom_webmercator,
        CASE WHEN id  > 100 THEN id - 100 ELSE id - 100 + 254 END id
    FROM route r5
    UNION SELECT
        cartodb_id, the_geom_webmercator,
        CASE WHEN id  > 125 THEN id - 125 ELSE id - 125 + 254 END id
    FROM route r6
    UNION SELECT
        cartodb_id, the_geom_webmercator,
        CASE WHEN id  > 150 THEN id - 150 ELSE id - 150 + 254 END id
    FROM route r7
    UNION SELECT
        cartodb_id, the_geom_webmercator,
        CASE WHEN id  > 175 THEN id - 175 ELSE id - 175 + 254 END id
    FROM route r8
    UNION SELECT
        cartodb_id, the_geom_webmercator,
        CASE WHEN id  > 200 THEN id - 200 ELSE id - 200 + 254 END id
    FROM route r9
    UNION SELECT
        cartodb_id, the_geom_webmercator,
        CASE WHEN id  > 225 THEN id - 225 ELSE id - 225 + 254 END id
    FROM route r10
)
SELECT
    cartodb_id, the_geom_webmercator,
    ((random()*10-10) + id) id
FROM laps

The first with subquery filters the points of the path for this route that feed the next subquery: 10 unions with an id offset separation of 25 points. This subquery is passed to the main query that finally randomizes the id by +-5 positions, that is the order, so the moving dots are not regular, giving a more interesting (anarchic?) effect.

Using the wizard, the main aspects of the Torque animation are set up. It’s important to use a proper resolution, duration and frame count to adjust the rendering to a nice motion. Afterwards some last touches to the CSS to adjust the compositing operation and specially the trails, leaving just one more rendering of a similar point, instead of the default bigger and more transparent feature.

Map {
-torque-frame-count:64;
-torque-animation-duration:30;
-torque-time-attribute:"id";
-torque-aggregation-function:"count(cartodb_id)";
-torque-resolution:4;
-torque-data-aggregation:linear;
}

#paseo{
  comp-op: minus;
  marker-fill-opacity: 1;
  marker-line-color: #FFFFFF;
  marker-line-width: 0.5;
  marker-line-opacity: 1;
  marker-type: ellipse;
  marker-width: 6;
  marker-fill: #41006D;
}
#paseo[frame-offset=2] {
 marker-width:6;
}

Meeting point

To add a feature to the map to render the meeting point, I manually added a new feature to the layer using the CartoDB editor. This feature will have the property lap=0 so it won’t be on the other layers. The SQL for this layer is just a

SELECT * FROM paseo WHERE route = 1 and lap = 0

And the CartoCSS is quite simple with the only important trick to use an external SVG. I’ve used directly the town-hall marker from the Mapbox Maki repository.

#paseo{
  marker-fill-opacity: 0.9;
  marker-line-color: #FFF;
  marker-line-width: 1.5;
  marker-line-opacity: 1;
  marker-placement: point;
  marker-type: ellipse;
  marker-width: 40;
  marker-fill: #3B007F;
  marker-allow-overlap: true;

  marker-file: url(https://raw.githubusercontent.com/mapbox/maki/mb-pages/src/town-hall-24.svg);

Fixed info window

On this layer I’ve also configured an infowindow so when you click on the town hall icon you get some data about the schedule for the event.

Base map

I started using the Nokia day grey base map offered by CartoDB, but after a couple of iterations on the design, I thought it could be great to use a pale purple base map so I went to Mapbox web and quickly crafted a variation of their Mapbox Streets base layer.

Other components

Finally, using the new nice CartoDB layout capabilities I’ve added a simple title for the mobile version of the rendering and a couple of texts and an image (uploaded to imgur) for the logo of the group promoting this activity.

Conclusion

Well that’s all. You can check the visualization here. The job took like 4 to 5 hours. I finished the first animated version in 2/3 hours but you know, devil is in details and designing is always about iterations and refinement. Anyway I’m quite satisfied on the result and I think it serves for its purpose. Definitely I’ll have the opportunity to review and refine this process, as I imagine more routes and bike marches will happen in Valencia where bikers are winning the battle :-)

What do you think about this visualization. What do you like and what do you hate? Improvements? I’d love to hear your thoughts and comments to make better maps.

Update: almost same effect without crazy UNION

This morning Pedro-Juan asked my, why so many UNIONs? why not using just one long CASE?. After accepting the challenge I did something with CASEs but then realized that I wast just looping over a smaller set of id values, so I could use the modulo function. So the long UNION SQL could be reduced to this easy and simple SQL:

SELECT
    cartodb_id, the_geom_webmercator, 
    ((random()*10-10) + id%3) id
FROM paseo WHERE lap>0 AND route = 1

Wow, that’s so concise compared with the huge SQL above!! Using this id%3 I forced all the values to be just 1,2,3 but with the afterwards random the moving effect is achieved.

The CartoCSS would need also some changes to allow to “fill” the rendering over all the animation time. Check the differences with the above code, specially the number of offsets added:

Map {
-torque-frame-count:50;
-torque-animation-duration:8;
-torque-time-attribute:"id";
-torque-aggregation-function:"count(cartodb_id)";
-torque-resolution:2;
-torque-data-aggregation:linear;
}

#paseo{
  comp-op: minus;
  marker-fill-opacity: 1;
  marker-line-color: #FFFFFF;
  marker-line-width: 0.5;
  marker-line-opacity: 1;
  marker-type: ellipse;
  marker-width: 6;
  marker-fill: #41006D;
}
#paseo[frame-offset=4] {}
#paseo[frame-offset=8] {}
#paseo[frame-offset=12] {}
#paseo[frame-offset=14] {}
#paseo[frame-offset=16] {}
#paseo[frame-offset=18] {}
#paseo[frame-offset=20] {}
#paseo[frame-offset=22] {}

The resultant visualization can be accessed here. Which one do you like more? Do you think it’s worth the simplicity over the (in my opinion) slightly worse effect?


Archivado en: OSM, PostGIS

Benjamin Chartier: Intra-opérabilité

Dieu sait que j’aime bien GeoConcept, mais il y a quand-même des trucs qui m’agacent sévèrement. Je ne peux m’empêcher de pester quand je lis la rubrique « Interopérabilité » du communiqué de presse vantant les mérites du Universal Geocoder de l’entreprise (cf. ici).

Maintenant, on peut qualifier une solution d’interopérable quand elle communique avec elle-même ou avec un produit réalisé par la même entreprise. Franchement, maintenant l’interopérabilité est un argument de vente… pour faire acheter des produits qui font partie de la même gamme logicielle ! On passe un temps et une énergie incroyable à faire comprendre aux éditeurs, aux producteurs, aux utilisateurs, aux décideurs et aux établissements d’enseignement de l’intérêt de l’interopérabilité. Et voilà qu’en un communiqué de presse ce terme est associé à une démarche totalement opposée. Merci bien !

Benjamin Chartier: scriptine

On parcourant les dépôts Github en lien avec des projets que j’aime bien, je suis tombé sur un projet intéressant bien qu’il ne soit plus très jeune : scriptine. Il s’agit d’un outil pour gérer proprement et simplement les options de scripts en Python et lancés depuis une fenêtre « terminal ».

Cartesia.org: Impresión 3D y SIG

Ya es posible la impresión 3D de MDE. Mediante una extensión desarrollada para incluir la salida por impresión 3D de MDE sobre el software Kosmo, es posible cargar un modelo de elevaciones y configurar su salida para imprimirlo en 3D. Básicamente la extensión, a partir de una capa seleccionada, determina las dimensiones de la pieza a imprimir y permite su exportación a formato STL, formato ampliamente utilizado por la tecnología de impresión 3D.



Más inormación y descarga: http://www.demto3d.com

年会費無料のETCカードってあるの?: 光熱費をクレジットカードで支払うメリットとは

基本的にクレジットカードを利用して公共料金を支払うとショッピングではないためにポイントが付かないことが多いものですが、一部のクレジットカードではポイントが付く場合があります。

 

正しくカードを選ぶには還元率が高いカードを比較して選ぶ必要があり、交換できる商品を確かめて慎重に決める方法が望ましいです。

 

光熱費などは生活をするためにも重要な費用であり、今後の生活につなげるためにもサービスを受けていものです。

クレジットカードの内容を比較して決める方法が望ましく、提携するサービスを確認してから使いやすいカードを探すと便利です。

 

クレジットカードを選ぶには還元率やサービス内容を確かめて決める必要があり、公共料金を支払う場合の扱いを確認する必要があります。

光熱着などは公共料金として扱われることが多く、ナナコにチャージしてから支払う方法や直接ポイントを貯める方法があります。

 

ポイントは提携するサービスに使えるために、今後の生活にも役立ちます。

現金の代わりとして使えますが現金としては使えないために、ポイントが使えるサービスを確認してから選ぶことが重要です。

 

光熱費は普段の生活においてお金がかかる要因であり、ポイントサービスを有意義に使いたいものです。

ランキングを比較して確かめると最適なカードを探せるために、ポイントサービスなどを有意義に活用し今後の生活に役立つように選ぶと効果的です。

年会費無料のETCカードってあるの?: 楽天カードは審査が緩いって本当なの?

現在、流通業界の企業のクレジットカードが数多くありますが、その中で審査の緩いカードと言われているのが「楽天カード」です。

 

楽天カードの審査が緩いと言われている要因には在籍確認をしないケースがあることです。

しかし、それは信用情報機関に利用者の信用情報を照会した際に信用情報の中にすでに勤務先の情報が登録されており、申込書の内容と違いが無ければ在籍確認をする必要が無いと判断しているためです。

 

ただし、初めてクレジットカードに申込む人は信用情報の登録が無いため、必ず在籍確認がされています。

 

また、無職である専業主婦や18歳以上で高校生でなければ学生でもカードに申し込めることが要因に挙げられます。

ただし、専業主婦の場合は夫に定職のあることが条件になりますし、無職や学生の場合は親と同居していることが必要であり、一人住まいの場合は審査に通ることはほとんどありません。

 

なお、同じ無職の人でもキャッシング枠の低い方が審査に通りやすくなるため、キャッシングを利用する予定がないのであれば0万円として申請をした方が有利になります。

そして、支払い方法はリボ払いの方がカード会社にとって利息を多く取れるため、審査におけるプラス要因になります。

 

リボ払いに設定しても後で解除ができるので申込時においてはリボ払いで申請するのが得策です。

また、楽天の会員だったり、買い物の履歴があったりすることも有効になります。

 

しかし、楽天カードも回収リスクの高い人にカードを発行することはないため、過去に延滞の事故があったり、複数のカードに申込んでいたりする人は審査に通りません。

Copernicus - News: Atmosphere Monitoring

According to a UN study, the ozone layer that shields the earth from cancer-causing ultraviolet rays has stopped growing bigger every year and is showing early signs of thickening after years of depletion.

The report says it will take a decade before the hole starts to shrink. It also indicates that the recovery is entirely due to political determination to phase out the man-made CFC gases destroying ozone.

Read more…

(Source BBC News)

Copernicus - News: Greenhouse Gases

A surge in atmospheric CO2 saw levels of greenhouse gases reach record levels in 2013, with concentrations of carbon dioxide in the atmosphere between 2012 and 2013 which grew at their fastest rate since 1984.
Every year, the World Meteorological Organisation (WMO) Greenhouse Gas Bulletin records how much of the warming gases remain in the atmosphere after the complex interactions that take place between the air, the land and the oceans. The bulletin shows that the globally averaged amount of carbon dioxide in the atmosphere reached 396 parts per million (ppm) in 2013, an increase of almost 3ppm over the previous year.


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(Source BBC News)

Copernicus - News: Ash Monitoring

Satellites are showing clouds of sulphur dioxide from Iceland’s restive Bardarbunga volcano.

ESA’s Volcanic Ash Strategic Initiative Team (VAST) and Support to Aviation Control Service (SACS) are monitoring the situation closely, and have detected sulphur dioxide emissions since early September.

The Bardarbunga volcano has shown heightening activity since mid-August, causing thousands of local earthquakes, spewing lava and threatening air travel. The aviation alert level is high, fluctuating between orange and red as the potential of eruption is increased.

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(Source ESA)

Copernicus - News: Flood Prevention

Europeans not only directly benefit from EU-funded flood prevention initiatives, but can also be integral to their success. A EU-funded project launched in October 2012 reverses the notion that potential threat warnings should trickle down from authorities to those living in areas at risk. Indeed, it aims to strengthen Europe’s response to water management by directly engaging with those who live on the front line. Citizens – such as volunteer flood wardens in the UK or civil protection volunteers in Italy – are encouraged to help by taking measurements using new specially designed mobile apps, and sending information and images by phone to the relevant authorities.

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(Source Cordis)

Γεωπληροφοριακά Νέα: Πρόγραμμα Σεμιναρίων Πιστοποίησης GIS Οκτωβρίου

Το πρόγραμμα των σεμιναρίων του Οκτωβρίου

Ημερομηνία Ώρες Περιεχόμενο
Δευ 6/10/2014 17:00 – 21:00 1. ΕΙΣΑΓΩΓΗ ΣΤΑ ΓΕΩΓΡΑΦΙΚΑ ΣΥΣΤΗΜΑΤΑ ΠΛΗΡΟΦΟΡΙΩΝ (2 ώρες)

2. ΧΑΡΤΕΣ ΚΑΙ ΠΡΟΒΟΛΙΚΑ ΣΥΣΤΗΜΑΤΑ (2 ώρες)

Τετ 8/10/2014 17:00 – 21:00 3. ΨΗΦΙΑΚΗ ΑΝΑΠΑΡΑΣΤΑΣΗ ΚΑΙ ΟΡΓΑΝΩΣΗ ΧΩΡΙΚΩΝ ΔΕΔΟΜΕΝΩΝ (4 ώρες)
Παρ 10/10/2014 17:00 – 21:00 4. ΣΥΛΛΟΓΗ ΧΩΡΙΚΩΝ ΔΕΔΟΜΕΝΩΝ ΣΕ ΕΝΑ GIS (4 ώρες)
Δευ 13/10/2014 17:00 – 21:00 5. ΒΑΣΕΙΣ ΔΕΔΟΜΕΝΩΝ (4 ώρες)
Τετ 15/10/2014 17:00 – 21:00 5. ΒΑΣΕΙΣ ΔΕΔΟΜΕΝΩΝ (2 ώρες)

6. ΔΙΑΧΕΙΡΙΣΗ ΧΩΡΙΚΩΝ ΔΕΔΟΜΕΝΩΝ (2 ώρες)

Παρ 17/10/2014 17:00 – 21:00 6. ΔΙΑΧΕΙΡΙΣΗ ΧΩΡΙΚΩΝ ΔΕΔΟΜΕΝΩΝ (4 ώρες)
Δευ 20/10/2014 17:00 – 21:00 7. ΧΩΡΙΚΗ ΑΝΑΛΥΣΗ (4 ώρες)
Τετ 22/10/2014 17:00 – 21:00 7. ΧΩΡΙΚΗ ΑΝΑΛΥΣΗ (2 ώρες)

8. ΧΑΡΤΟΓΡΑΦΙΑ ΚΑΙ ΓΣΠ (2 ώρες)

Παρ 22/10/2014 17:00 – 21:00 8. ΧΑΡΤΟΓΡΑΦΙΑ ΚΑΙ ΓΣΠ (2 ώρες)

9. CASE STUDIES (2 ώρες)

Τετ 29/10/2014 Θα ανακοινωθούν Εξετάσεις πιστοποίησης ACTA
Τετ 5/11/2014 Θα ανακοινωθούν Επαναληπτικές Εξετάσεις

GIS Ελλάδα: 8ο Συνέδριο Hellas GI στην Αθήνα

Στις 11 και 12 Δεκεμβρίου θα γίνει το όγδοο συνέδριο Hellas GI.

Μετά από το τελευταίο συνέδριο που παρακολούθησα πριν 2 χρόνια, ετοιμάζω μια περίληψη για τη συμμετοχή μου στην Αθήνα.




Η τελική ημερομηνία είναι στις 28 Σεμτεμβρίου και τα θέματα παρουσίασης είναι τα εξής :

  • Χωρικές Βάσεις δεδομένων
  • Εργαλεία και εφαρμογές GIS για συγκριμένες θεματικές ενότητες (π.χ. Κτηματολόγιο, Περιβάλλον κ.λπ.) 
  • Αυτοματοποίηση διαδικασιών χωρικής ανάλυσης με Python (π.χ. ArcPy, Pyqgis)
  • Λογισμικά ανοικτού κώδικα (π.χ. QGIS, Geoserver)
  • Εισαγωγή σε γλώσσες προγραμματισμού (π.χ. python, javascript)
  • Οργάνωση και δεξιότητες παρουσιάσεων
  • Σεμινάρια για startups και νέους επιχειρηματίες


Λογικά θα είμαι διαθέσιμος για να είμαι παρόν στο συνέδριο και σκοπεύω να παρουσιάσω την εμπειρία μου στο δήμο που εργάζομαι. Ο πιθανός τίτλος θα είναι:
οι διαδικασίες για την επίτευξη της διάχυσης των δημόσιων γεωγραφικών δεδομένων στο Δήμο Bretagne romantique Γαλλίας.


Η παρουσίαση θα περιλαμβάνει QGIS, WebGIS, QGIS plugin, Lizmap, διαχείριση έργου ΓΣΠ και φάση ευαισθητοποίησης...

Αν προλαβαίνω με τις εργασίες μου, μπορεί και να προτείνω ένα εκπαιδευτικό εργαστήριο. Θα δούμε.
 

Γεωπληροφοριακά Νέα: Χαρτογράφηση πρόσφατων σεισμών

Ενημερωθείτε άμεσα για τα χαρακτηριστικά των σεισμών.


Benjamin Chartier: Optimisation des fichiers SVG

Je cherchais un logiciel pour optimiser les fichiers SVG que je crée avec Inkscape. J’avais initialement opté pour SVGCleaner mais je crois que j’ai trouvé mon bonheur avec svgo.

Premier résultat de son utilisation : bchartier/road-signs.

年会費無料のETCカードってあるの?: ETC専用カードと一体型ETCカードはどちらが良いのか?

●ETC専用カードと一体型ETCカードはどちらが良いのか?

 

phm01_0306-s高速道路の料金所では一般レーンとETCレーンが設けてあります。

 

ETCレーンなら前の車との車間距離を取りながら、時速20km以下で通過するだけで高速道路の料金をお支払い出来ます。

 

最初にETCレーンを通過するときは開閉バーが開かなかったらどうしようと不安になりますが、そのような時は係員にETCカードを提示すれば大丈夫です。

 

ETCレーンをご利用するにはETC車載器とETCカードが必要です。

これを車内に設置しておくと高速道路の料金所を停止することなく、スムーズに通過できるようになります。

 

ETCカードはクレジット会社から発行されることが多いです。

どうせETCカードを作成するならなるべく年会費が安いほうが良いものです。

 

そんなときは年会費無料のETCカードがいくつか発行されています。

いろいろな年会費無料のETCカードがありますが、中でも出光ETCカードが大変便利です。

 

一体型ETCカードの場合はカードの枚数が増えなくてかさばりませんが、車載器に差し込んだまま忘れてしまうと、クレジットカードでお支払いしたくても出来ない時があります。

 

しかしETC専用カードなら車載器に差し込んだままで構わないです。

 

比較するとETC専用カードの方が使いやすいと云えます。

夏の暑くなり過ぎるとき以外はそのままで大丈夫かと思います。

 

年会費も永年無料でお得ですが、その代わりに出光カードまいどプラスとあわせてお申し込みすることが必要です。

出光カードまいどプラスは入会金も年会費もずっと無料です。

 

クレジットカードとETCカードの両方を無料で持ち続けることが出来ます。

Cartesia.org: Máster en Evaluación y Gestión de la Calidad de la Información Geográfica

La Universidad de Jaén continúa con la 2ª edición del Máster en Evaluación y Gestión de la Calidad de la Información Geográfica (2013-2016) (título propio). Tras impartir en el curso 2013/2014 la parte A (Experto en Evaluación), durante el curso 2014/2015 se impartirá la parte B (Experto en Gestión), para la que ya está abierto el plazo de preinscripción (no es necesario haber cursado la parte A previamente).

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